gen 022011

Dall’altra parte del mondo abbiamo rintracciato un progetto frankenfotografico d’alta classe: il progetto Peekfreak, risultato della collaborazione tra l’industrial designer Wai Lam e il fotografo sperimentale Yann Huey. Il magico duo malese ha fatto proprio il verbo dell’autocostruzione casalinga (il loro motto: m.o.o.c., “make our own cameras”), progettando e realizzando una serie di fotocamere dal design originale. Il loro scopo è di creare progetti semplici, divertenti e slegati dalle regole tradizionali della fotografia. Le fotocamere Peekfreak sono costruite con materiali ordinari e di recupero: plastica, contenitori per il cibo, parti di biciclette e floppy disk. Ogni macchina è unica, dotata di una propria personalità e in grado di produrre immagini particolari. Tutto mira a un utilizzo spontaneo e divertente, senza fronzoli: niente regolazioni né lenti, niente mirino, pellicole esposte sul retro, vignettature singolari e i fori dei rullini che si insinuano prepotentemente nelle immagini. Finora sono state realizzate quattro fotocamere Peekfreak, una prima serie di tre fotocamere ricavate da contenitori di plastica per il cibo (la serie delle Camtainers) e una seconda serie inaugurata con una fotocamera costruita con un contenitore di biglietti da visita.

La Black Eye:

La Peeping Monkey:

La Aunty Party:

La Id Crisis, primo modello della nuova serie:

Sources:

http://peekfreak.tumblr.com/

http://www.designboom.com/weblog/cat/16/view/10146/peekfreak-cameras.html

All images © peekfreak

1 Commento to “Peekfreak Project”

  1. [...] predisporla per la tecnica Redscale. Ne abbiamo già visto alcuni esempi tra le macchine del Peekfreak Project, ma in rete se ne trovano altre molto belle, come questa realizzata in [...]

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