Tempo addietro ho acquistato su ebay una bella Folding 4×5 dei primi del ’900, una Seneca Chautauqua perfettamente funzionante e con il soffietto a prova di luce. Purtroppo l’asta non comprendeva alcuno chassis per pellicole o lastre, perciò ho dovuto provvedere: dapprima ho pensato di costruirne uno per caricarla con carta fotografica (e mi riprometto di farlo in futuro, per ottenere negativi su carta sfruttando la posa B), poi ho deciso di provare a costruire un dorso Polaroid per usarla con pellicole istantanee Fuji FP-100C ed FP-100B. In poche ore di lavoro ho costruito un dorso funzionante, e adesso posso divertirmi con questa macchina fascinosa. Mi sembra il caso di condividere il risultato dell’esperimento, perciò via col tutorial:
Materiali occorrenti:
un foglio di plastica nera dello spessore di 2 mm
un foglio di polionda nero
scotch e nastro isolante neri
taglierino e riga di metallo
seghetto
colla a presa rapida
un foglio di carta vetrata o una lima
una qualsiasi Polaroid che utilizzi pack film di tipo 100 (i peel-apart, per intenderci)
Per ricavare il dorso ho usato una Polaroid Colorpack II comprata per pochi euro, che mi era stata recapitata a pezzi grazie alla solita delicatezza del corriere. Ho dovuto incollare le parti necessarie, ma l’inutilizzabilità della macchina mi ha spronato alla dissezione. Questa è un’immagine della Colorpack, un po’ rattoppata e con la lente eliminata (messa da parte per altri progetti):
Innanzitutto ho smontato il retro della Chautauqua, che contiene il vetro smerigliato per la messa a fuoco (a destra nell’immagine, con il vetro rotto). Ho preso le misure del vano che lo contiene e ho tagliato un rettangolo di plastica spesso 2 mm delle stesse dimensioni (non ho usato un foglio più spesso, e quindi più rigido, perché non sarei riuscito a rispettare la distanza focale tra la pellicola e la lente).
Inserito nel vano, questo rettangolo mi permetterà di far aderire perfettamente il dorso Polaroid alla macchina. Ecco come andrà inserito:
Dopo aver verificato le dimensioni, ho intagliato il rettangolo di plastica in modo da ottenere una mascherina. A questa mascherina andrà incollato il dorso Polaroid, che nel frattempo ho ricavato dalla Colorpack eliminando con un seghetto la parte superflua della macchina (visto che mi serviva solo il dorso…). Con della carta vetrata ho limato i tagli, per incollare meglio il dorso alla mascherina. Dopo questa operazione il dorso è stato pulito con attenzione. Le due parti principali del dorso:
Ho incollato la mascherina al dorso, dopo aver passato un po’ di nastro isolante nero dove potevano verificarsi infiltrazioni di luce (ma la mia Colorpack era fratturata in molti punti, non dovrebbero esserci problemi con una macchina integra). Lungo i lati maggiori della mascherina ho incollato due rettangoli di polionda, abbastanza larghi da contenere il dorso. Su queste due parti farà pressione il retro della Chautauqua, una volta rimontato, così da reggere il dorso e mantenerlo al suo posto. Ecco come appare adesso il dorso, fronte e retro:
Asciugatasi la colla, ho potuto finalmente aprirlo e caricarlo con una pellicola Fuji FP-100C. Due immagini con la pellicola caricata, fronte e retro:
Ed ecco la Seneca Chautauqua con il dorso Polaroid autocostruito:
Al primo scatto ho riscontrato un’infiltrazione di luce:
Per essere sicuro che fosse un’infiltrazione, e non un riflesso di qualche elemento metallico interno, ho coperto la macchina con un panno nero. Adesso l’immagine non presenta difetti:
A questo punto le strade percorribili sono due: continuare a usare il panno nero (che comunque è necessario per mettere a fuoco sul vetro smerigliato), o eliminare l’infiltrazione tramite l’applicazione di altro nastro isolante (o di silicone nero). Intanto me la godo così com’è, soddisfatto dell’esperimento. Il problema deriva dalla forma del dorso, che è bombata e non permette alla mascherina di aderire perfettamente. Altri modelli Polaroid, dalle forme più squadrate, possono essere usati per costruire dorsi più solidi e a prova di luce. Ultimo problema, di non facile soluzione: quando si tirano via le linguette e le pellicole dal dorso, prima e dopo lo scatto, è necessario tenere fermo il dorso con una mano per non farlo slittare. Si può ovviare a questo inconveniente creando un qualche genere di aggancio tra corpo macchina e dorso, ma ovviamente non me la sono sentita di rischiare di rovinare la Chautauqua. Questo piccolo problema non mi impedisce di usarla, in ogni caso.
Considerazioni finali:
Se ci sono delle Polaroid utili ed economiche in circolazione, sono proprio quelle che utilizzano i pack film di formato 100. Rappresentano sicuramente la soluzione più economica per chi vuole provare le pellicole istantanee di questo formato (date un’occhiata ai prezzi delle Colorpack o delle Super Shooter, ne ho appena comprata un’altra per 75 centesimi!). È possibile usarle così come sono, cambiando le batterie, ma è anche facile trasformarle in macchine stenopeiche (Pinoroid o Pinholaroid, che dir si voglia), come ha fatto Silvia. Inoltre, come abbiamo appena dimostrato, da queste macchine è possibile ricavare dei dorsi Polaroid per equipaggiare le fotocamere più disparate. È vero che esistono vari dorsi professionali ma, al di là dei costi, cosa fare se si possiede una macchina che non ha il giusto attacco per montarli, come la mia bellissima Chautauqua?

















[...] dell’obiettivo di una Polaroid Colorpack II, che avevo smontato per un altro progetto, identica per forma e dimensioni a quella della Super Shooter. Il cerchio di sinistra ha le [...]