Pinholaroid

Colorpack III Pinoroid

Quest’anno, per una serie di sfortunate circostanze, ho perso il Pinhole Day. Mi è dispiaciuto molto, dato che trovo veramente interessante e creativa la fotografia senza lenti. Proprio per questo motivo, oggi voglio parlare di una mia recente costruzione che sto ancora testando e sperimentando.

Non molto tempo fa mi era venuta la fantasia di cotruirmi una macchina stenopeica istantanea, ovvero una pinhole Polaroid … una Pinoroid, insomma!

Prima di tutto, però, che cos’è una macchina stenopeica? Si tratta di una macchina fotografica che non ha bisogno di lenti: semplicemente un piccolissimo foro (pinhole, letteralmente significa: buco di spillo) fa entrare la luce che impressiona la pellicola. Essendo il foro stenopeico molto molto piccolo, è come avere a disposizione un obiettivo con un diaframma estremamente chiuso: per questo, la profondità di campo è pressoché illimitata e  i tempi di esposizione mediamente lunghi. Nelle fotografie ottenute con questo tipo di macchina (che fino a Niépce era chiamata “camera oscura“) tutto appare essere a fuoco. Inoltre, come ci insegnano i vari studi di ottica che vanno dall’arabo Alhazen fino a Keplero e Cartesio, più il foro è piccolo e più l’immagine è nitida, senza l’aiuto di alcuna lente. Se ci pensiamo, infatti, la macchina stenopeica può essere considerata come una macchina fotografica rudimentale che non ha bisogno di lenti, specchi e pentaprismi. Non trovate tutto ciò interessante?

Se vi ho incuriosito, in questo sito potete trovare diverse informazioni riguardo la fotografia stenopeica e la costruzione di pinhole.

Facendo un po’ di ricerche mi sono imbattuta in questo chiarissimo tutorial per poter realizzare la mia Pinoroid. Se avete una vecchia Colorpack II o III per pellicole peel-apart come le Fuji FP100, ma soprattutto se avete intenzione di romperla (magari non funziona più da anni … ) allora vi conviene dare un’occhiata a quello che fa questo signore americano, solo per farvi un’idea di quello che succederà alla vostra povera Polaroid.

Ho trovato la mia Colorpack III a pochi euro sull’ebay tedesco. L’ho presa senza preoccuparmi che funzionasse o meno, tanto avrei dovuto distruggerla al più presto.

La fase della distruzione è (ovviamente) la più divertente. Per togliere la parte dell’obiettivo, è stato necessario l’uso di un seghetto. Io me lo sono fatto fare da chi è più esperto di me con questi attrezzi taglienti, per cui mi raccomando, non voglio avere nessuno sulla coscienza: usate solo le forbici a punta arrotondata e assicuratevi la presenza di un adulto … scherzo! Però fate attenzione, eh!

Dopo aver tolto tutta la parte dell’obiettivo e del vecchio otturatore, ho fatto il pinhole, ovvero il foro stenopeico, con uno spillo del diametro di circa 0,5mm sull’alluminio di una lattina.

Successivamente ho fatto alcune prove, in cui ha subito fatto la sua apparizione uno stranissimo fantasmino:

Polaroid 125i silk – 1 secondo di esposizione

Penso che lo spiritello sia dovuto a qualche riflesso delle parti metalliche interne alla macchina e che, con le lunghe esposizioni diurne, si palesa tutte le volte. In effetti, nelle lunghe esposizioni in notturna, il fantasmino sembra scomparire:

Polaroid 125i silk – esposizione di 30 minuti circa

Così ho pensato di eliminare tutto ciò che ancora era rimasto all’interno della macchina, come il vano porta-pile. Tuttavia, il fantasmino ritorna tutte le volte che la macchina è posta direttamente alla luce del sole, come in questo caso:

Fuji FP100c – esposizione di 1 secondo circa

Come potete notare in quest’ultima foto, è necessario mantenere la macchina veramente ferma, immobile. Altrimenti si rischia che, nonostante l’esposizione sia relativamente breve, la foto venga mossa.

Ho provato poi la macchina all’ombra, durante una giornata soleggiata e, in questo caso, il fantasmino non si è fatto vedere. A questo punto si può dedurre che sia un problema di riflessi dovuti alla luce piuttosto forte e diretta sul pinhole.

Fuji FP100c – esposizione di 5 minuti circa

Fuji FP100c – esposizione di 10 minuti circa

Quest’ultima foto l’ho scattata poggiando la macchina su una panca dove era seduta la mitica nonna Lina e la sua gattina pestifera, che in 10 minuti di esposizione è venuta come una macchia bianca!

Fuji FP100c – esposizione 1 secondo circa

Fuji FP100c – esposizione 1 secondo circa

Fuji FP100c – esposizione 1 secondo circa

Queste ultime tre foto sono state fatte in una giornata molto soleggiata. La prima ha una parte bruciata in quanto la macchina era puntata direttamente contro il sole; la seconda, invece, è un tentativo di silhouette purtroppo bruciato nella parte superiore, dove il fantasmino è tornato a fare cucù. La terza, infine, è l’unica di cui mi posso dire soddisfatta: ho poggiato la macchina in terra e ho aperto e richiuso dopo 1 secondo appena. Lo spiritello, stavolta, si vede leggermente e fa una strana curva.

Come potete vedere, i risultati sono ancora lontani dall’essere pienamente soddisfacenti, ma continuerò a sperimentare la Pinoroid aggiornandovi dei miei traguardi!

Silvia – Holga my Dear

3 Commenti to “PINOROID: UNA PINHOLE ISTANTANEA”

  1. [...] tantissimi tutorial, come quello della PIMhole di Pretty in Mad oppure la “mia” Pinoroid, ma ce ne sono veramente un’infinità. Se non siete, invece, troppo abili con il DIY, si [...]

  2. [...] sono tornata a casa ma non mi sono persa d’animo e ho rispolverato la mia carissima Pinoroid DIY, la polaroid istantanea ricavata da una Colorpack III, di cui vi avevo parlato su [...]

  3. [...] rovinato i miei piani. Non mi sono persa d’animo e ho rispolverato la mia carissima Pinoroid DIY, la polaroid istantanea ricavata da una Colorpack III, di cui avevo parlato [...]

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