Nel 1952 Roberto Rossellini girò un film che tutti gli appassionati di fotografia dovrebbero vedere: La macchina ammazzacattivi. Una fiaba grottesca, che ha per protagonista il modesto fotografo di provincia Celestino Esposito, uomo semplice, amante della giustizia e devoto a S. Andrea. Una sera di festa un vecchio viandante, nel quale egli crede di riconoscere il Santo, gli chiede ospitalità e gli insegna un metodo infallibile per sopprimere, per mezzo del suo apparecchio fotografico, le persone cattive e disoneste. Basterà fotografare l’immagine della persona prescelta, e questa morirà. Celestino, armato della propria macchina fotografica, inizia a far giustizia in paese, finché non si rende conto che la sua opera di “pulizia” si sta trasformando in strage. Gli uomini, evidentemente, sono in gran parte dei mascalzoni. A quel punto riappare il viandante, che si rivela essere il Diavolo. Celestino comprende quanto sia labile il confine tra il bene e il male, e come non si possa perseguire la giustizia con azioni criminose. Allora si ridesta, rendendosi conto di aver avuto un brutto incubo…

Cinema e letteratura presentano diversi esempi di macchine e congegni fantastici, alcuni dei quali fotografici. (Ved. Antonio Castronuovo, Macchine fantastiche, Stampa Alternativa, 2007). La stessa invenzione della fotografia, d’altronde, era stata preconizzata dal medico francese Tiphaigne de La Roche, che nel racconto fantascientifico Giphantie (1760) aveva immaginato un procedimento per fissare le immagini del mondo a colori, grazie all’azione della luce (ne fa una bella analisi Italo Zannier nel libro Il sogno della fotografia, Skira, 2006).

Lo stesso fervore fantastico, oggi, arriva da Internet, secondo il costume odierno. A riproporre l’immaginazione tecnologica in ambito fotografico è stavolta un sito web, http://www.theinvisiblecamera.com/. Qualche mese fa il sito aveva annunciato il rilascio di una straordinaria macchina stenopeica: la Macchina Invisibile! I due fotografi creatori del sito, Chris Marquardt e Allan Attridge, descrivevano minuziosamente la nuova tecnologia dell’immagine che permetteva alla macchina di essere trasparente, e le ricerche scientifiche che avevano portato alla mirabolante invenzione. Con l’aiuto degli scienziati del Max-Planck Institute e dell’azienda tedesca Spürsinn, specializzata nella produzione di pellicole fotografiche e altri prodotti per la fotografia analogica, Chris aveva sviluppato un nuovo sistema che utilizzava un materiale trasparente polarizzato, in grado di amplificare la luce diretta sulla pellicola sfruttando la luminosità dell’ambiente. Michael Weyl della Spürsinn gli aveva fornito una pellicola speciale che, sfruttando il principio della Directional Desensitization, reagiva soltanto alla luce proveniente da un angolo specifico, senza essere impressionata dagli altri raggi luminosi. Grazie al nuovo materiale plastico, addirittura antiproiettile, e allo speciale DD film, si era giunti a un prototipo funzionante di macchina stenopeica trasparente – o “invisibile”, in grado di restituire immagini dalla definizione elevatissima, grazie all’incrementata luminosità ed ai “fractional ISO” (1/500 ISO). Questo è il primo video rilasciato dal sito ufficiale, in cui Chris illustra la propria creatura:

Non rimaneva altro da fare che provarla sul campo, e chi meglio degli innumerevoli fotografi sbalorditi dalla notizia dell’invenzione poteva testimoniarne la grandiosità? Ecco allora partire dal web una chiamata generale al field test. Immagino che il team “Invisibile” abbia ricevuto innumerevoli richieste, vista la velocità con cui la notizia si è propagata per la rete rimbalzando su blog e social network. Peccato che, come alcuni (pochi) sospettavano, si trattasse di una bufala! La brutta notizia è giunta in tempo per il pesce d’aprile, dal secondo video ufficiale del progetto:

Dall’ammissione della bufala apprendiamo che la Macchina Invisibile non è altro che un Mockumentary, un falso documentario virale (ma nel frattempo i due hanno rivevuto svariate richieste da insegnanti, fotografi professionisti, creatori di effetti speciali e persino scienziati, di cui non sono disposti a rivelare i nomi). Sul sito ufficiale è apparsa la confessione dei creatori dell’ultima macchina fotografica fantastica:

“Non è polarizzata. Non amplifica nulla. Non è a prova di proiettile. Spiacenti, non è nemmeno una macchina fotografica. Ma avevamo un motivo per farlo. Tutti ricordiamo in maniera vivida le nostre prime volte. La prima volta che abbiamo avuto un Walkman, la prima volta che abbiamo assistito al lancio dello Space Shuttle, etc… In un’epoca in cui possiamo ammirare nuovi miracoli ogni giorno su Youtube, è diventato difficile provare stupore e meraviglia, e i momenti del tipo ricordi-la-prima-volta sono sempre di meno. Piuttosto che costruire una macchina fotografica destinata a pochi fortunati, abbiamo deciso di creare una storia per tutti voi. Non l’abbiamo fatto per prendervi in giro. La Macchina Invisibile è il nostro umile tentativo di ridestare meraviglia e stupore.”

Insomma, “se ci avete creduto, significa che siete persone dalla mente aperta, che non hanno perso la capacità di sognare e di stupirsi.” Chapeau.

Non possiamo che trovarci d’accordo sull’importanza dell’immaginazione e della meraviglia. Nonostante la Macchina Invisibile non esista, l’immaginazione può avere un ruolo fondamentale nella creazione di nuove e stupefacenti tecnologie. Bisogna essere aperti a tutte le possibilità, e abbandonare la strada già spianata per cercarne di nuove. Abbiamo già visto come sia stato sufficiente invertire il dogma dell’istantaneità, mettendo insieme quanto di più lento possa esistere in fotografia (foro stenopeico, carta fotografica come supporto, esposizioni interminabili), per mettere a punto una nuova tecnica in grado di registrare le tracce solari, la Solargrafia. Non propriamente un’invenzione, ma certamente una possibilità non sfruttata della fotografia, sfuggita forse proprio per mancanza di immaginazione.

Ed è ancora fresca la notizia della prossima immissione sul mercato (sembra entro la fine del 2011) della prima macchina fotografica basata sulla tecnologia light field, “la più importante rivoluzione in fotografia dopo la transizione dalla pellicola al digitale”. Queste nuove macchine digitali, chiamate Plenottiche, a differenza di quelle tradizionali sono in grado di registrare tutti i raggi luminosi presenti in una scena, ovvero la luce che viaggia in tutte le direzioni attraverso tutti i punti dello spazio. Per far ciò sono stati messi a punto nuovi sensori, chiamati light field sensors, che catturano colore, intensità, e direzione della luce. Queste informazioni non possono essere registrate dai normali sensori, che semplicemente sommano i raggi luminosi e li registrano come un’unica quantità di luce. Risultato: si potranno scattare fotografie e metterle a fuoco dopo lo scatto, a piacimento, grazie al software dedicato. Non solo il fotografo potrà deliberatamente alterarne il fuoco, ma anche lo spettatore. La LYTRO, l’azienda che immetterà la macchina sul mercato, non parla di fotografie ma di living pictures! Provare per credere: http://www.lytro.com/picture_gallery.

Certo non manca l’immaginazione a coloro che da vent’anni sperimentano le possibilità del light field computational imaging, da cui nasce la Digital Light Field Photography. Da fotografo mi viene da pensare: perché non ci si è arrivati prima? Registrare tutti i raggi di luce invece del solito cono proiettato sul supporto… Probabilmente la tecnologia era immatura, nonostante il principio del light field fosse stato descritto già nel 1936 da Arun Gershun. Ad ogni modo, le nuove macchine sono prenotabili sul sito della LYTRO. E non sembra una bufala…

1 Commento to “MACCHINE FANTASTICHE: THE INVISIBLE CAMERA”

  1. [...] Ieri, primo giorno d’Aprile, come da tradizione la rete si è riempita di notizie divertenti, a volte inverosimili, altre volte quasi indistinguibili dai contenuti che circolano normalmente. Anche il mondo della fotografia è stato invaso da interessanti “pesci d’Aprile”, proposti da produttori grandi e piccoli, distributori, e comunità di appassionati. In questo post ho raccolto i più interessanti tra quelli che riguardano le tecnologie fotografiche, volendo ancora una volta sottolineare l’importanza dell’immaginazione e della meraviglia nell’approcciarsi al delicato rapporto tra innovazione, tecnologia, e pratiche fotografiche, un discorso intrapreso con la storia della “macchina fotografica invisibile”. [...]

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