thomas hudson reeve papercam origami pinhole camera

Thomas Hudson Reeve, "Riverside Park", 2001. Fonte http://www.papercams.com. copyright © Thomas Hudson Reeve all rights reserved

thomas hudson reeve papercam origami pinhole camera

Thomas Hudson Reeve, "Hell Gate Viaduct". Fonte http://www.papercams.com. copyright © Thomas Hudson Reeve all rights reserved

Cos’è:

L’Origami Pinhole Camera è una fotocamera di carta dotata di foro stenopeico, come le celebri PaperCams scaricabili dalla rete (la più conosciuta è la Dirkon). A differenza delle altre macchine di carta/cartoncino, però, l’Origami Pinhole Camera è composta da un unico foglio di carta fotografica che, piegata come un origami, crea al proprio interno una camera obscura i cui lati sono tutti fotosensibili. Praticando un pinhole su un lato dell’origami, si consente alla luce di proiettare un’immagine al suo interno che non impressiona soltanto la superficie opposta al foro, ma si propaga attraverso l’”ambiente” creato dalle pieghe della carta, impressionando l’intero foglio di carta fotografica. In questo caso, dunque, non c’è nessuna pellicola all’interno della fotocamera, perché la fotocamera è il supporto fotosensibile. L’immagine fotografica e lo strumento che la produce sono la stessa cosa!

Come realizzarla:

Per costruire una Origami Pinhole Camera basta un foglio di carta fotografica, in b/n o a colori. Le dimensioni del foglio dipendono dalla propria abilità nel piegare correttamente l’origami. Fate delle prove e ricordatevi che il lato fotosensibile del foglio deve costituire l’interno dell’origami. Bisogna fare pratica con la piegatura, tenendo presente le limitate condizioni di visibilità in cui dovrà essere piegato il foglio: alla luce di una safe light da camera oscura, se si usa carta fotografica b/n, o al buio, se si usa carta a colori. Si possono sperimentare tutte le forme di origami che consentono di creare una camera obscura a prova di luce al proprio interno, prendendo ispirazione, ad esempio, da siti come www.origami-instructions.com. Una forma di origami abbastanza semplice, per iniziare, è quella denominata water balloon (o water bomb), fatta così:

 

 

 

 

 

 

 

Qui trovate un tutorial per realizzarlo. Ed ecco un video che mostra la piegatura di un foglio di carta fotografica b/n in camera oscura, per ottenere un water bomb origami da utilizzare come fotocamera:

 

Per quanto riguarda il foro stenopeico, è possibile ricavarlo bucando la carta (se si piega un origami totalmente chiuso), ma è consigliabile usare un foglio di alluminio o di latta. Il foro risulterà più preciso, e sarà riutilizzabile per esposizioni successive. Questo tutorial di Francesco Capponi, mago del foro stenopeico, spiega come realizzare un perfetto pinhole in poche mosse.

Costruito il tutto, tenete al buio la fotocamera fino al momento dell’esposizione, per evitare che si impressioni. Una volta terminata l’esposizione è sufficiente sviluppare e fissare la carta normalmente per ottenere un’immagine negativa. Voglio anche ricordare che esistono delle carte fotografiche positive, come la Harman Direct Positive Paper (b/n) o la costosa Ilfochrome (un tempo nota come Cibachrome, una carta diretta a colori che si usa solitamente per stampare le diapositive). Con queste carte si ottiene direttamente l’immagine positiva, eliminando quindi la fase di inversione.

Artisti del foto-origami:

Il maestro indiscusso dell’origami fotografico è Thomas Hudson Reeve. Le sue Papercams sono delle pinhole realizzate con carta fotografica a colori, piegate come origami in due forme diverse, che l’artista provocatoriamente chiama “Mark I” e “Mark II”. Reeve contrappone questa forma tecnologica (l’immagine-macchina) alle macchine moderne, che non lasciano intendere quanto sia semplice il processo:

La fotocamera moderna è una cosa meravigliosa, ma è bello ricordare quanto può essere semplice il meccanismo. Si può spogliare la tecnologia fino a lasciare ben poco oltre l’astrazione su cui si basa la macchina. Una semplice manipolazione dello spazio, alcuni materiali, un paio di utensili, e la magia (fisica) è a portata di mano, senza soluzioni tecniche sofisticate.

Per semplificare il più possibile queste fotocamere, le ho costruite con la stessa carta fotografica, grande 11 × 14 pollici. Non c’è pellicola nella macchina fotografica, perché la fotocamera è la pellicola. Come una insalatiera fatta di foglie di lattuga, che viene consumata durante il pasto, la fotocamera non esiste dopo l’uso. Non c’è macchina. È più un’operazione che una cosa.”

L’operazione prende dunque il posto dell’opera. La fotocamera, che tutti siamo abitutati a considerare un prodotto, lascia spazio al processo. Mentre le fotocamere moderne nascondono la semplicità del loro basilare funzionamento, queste scarne fotocamere autocostruite non hanno altra forma che quella del processo stesso (che normalmente diamo per scontato).

origami pinhole camera

Thomas Hudson Reeve, "Grant's Tomb". Fonte http://www.papercams.com. Copyright © Thomas Hudson Reeve all rights reserved

Origami pinhole camera Mark II

Thomas Hudson Reeve, "Self Portrait". Fonte http://www.papercams.com. Copyright © Thomas Hudson Reeve all rights reserved

Tra le sperimentazioni disponibili in rete trovo molto interessante questa foto di Lacey Van Kirk, tratta da un suo set su Facebook, che rappresenta una mappa stradale astratta ottenuta con una Origami Pinhole Camera. Posizionando dei blocchi di legno all’interno dell’origami, Van Kirk ha realizzato un fotogramma che dispiegato ricorda una mappa, su cui i blocchi delineano i contorni di quelli che potrebbero essere degli edifici.

origami pinhole site plan

Lacey Van Kirk, "Site Plan" ottenuto con una Origami Pinhole Camera

Il fotografo australiano Bangia, oltre a realizzare complessi Pinhole-Origami, utilizza un altro espediente: piega la carta fotografica costruendo dei solidi con una piccola apertura su un lato, li inserisce all’interno di una fotocamera stenopeica al posto della pellicola, e quindi li espone alla luce. Con questi risultati:

icosahedron pinhole

Bangia, "Trike". Icosahedron Pinhole. Fonte http://bangia.deviantart.com. Copyright © bangia

 

bangia butterfly globe pinhole

Bangia, "Butterfly". Globe Pinhole. Fonte http://bangia.deviantart.com. Copyright © bangia

dodecocam origami pinhole camera by bangia

Bangia, "Dodecocam". Dodecahedron Origami Pinhole Camera. Fonte http://bangia.deviantart.com. Copyright © bangia

self portrait with pinhole box by bangia

Bangia, "Self Portrait". Pinhole Box. Fonte http://bangia.deviantart.com. Copyright © bangia

Vorrei infine ricordare i Pin-origami di Francesco Capponi, origami stenopeici a prova di luce contenenti un piccolo pezzo di carta fotografica. Dopo l’esposizione e lo sviluppo l’origami diventa la cornice dell’immagine. Se vi interessa l’arte di Capponi, l’uomo in grado di trasformare qualsiasi cosa in una fotocamera stenopeica, qui trovate la nostra intervista approfondita.

Francesco Capponi Pin-Origami

Francesco Capponi, "Pin-Origami". Copyright © Francesco Capponi

 

12 Commenti to “ORIGAMI PINHOLE CAMERA”

  1. Oddio che bello!!! Voglio provare tutto, mi esplode il cervelloooooooooooooooooooooooooo

  2. vorrei tanto farlo solo che non ho le forbici però è bellissimoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

  3. lo farò:))))))) ma avrò bisogno di aiuto:))))
    ivana

    • Ciao Ivana, se hai bisogno di aiuto chiedi pure! Buon lavoro, tienimi aggiornato sui tuoi esperimenti :)

  4. bene, ho trovato una carta fotografica, ilford, MGIV multigrade IV RC deluxe, non so assolutamente di cosa si tratti,(sono digitale:))) mi spiegheresti come fare a svilupparla? come si fa a bloccare l’immagine?
    grazie infinite per l’attenzione:) ciau :)

    • beh… devi procurati un minimo d’attrezzatura: 3 bacinelle per lo sviluppo, di dimensione adeguata; 3 pinze per non toccare i chimici e la carta con le mani (quando non le avevo usavo 3 mollette); almeno un contenitore graduato per diluire i chimici con l’acqua nelle dosi indicate sulla confezione (attenta a non mischiare i chimici, se usi un solo contenitore puliscilo bene); una lampadina rossa (l’unica che puoi usare quando sviluppi carta in b/n); i chimici per lo sviluppo, l’arresto, e il fissaggio; tutto il resto, elencato in tanti siti online, direi che è facoltativo. una volta impressionata la carta devi soltanto predisporre le 3 bacinelle con i 3 bagni: il primo con il liquido di sviluppo, il secondo con l’arresto (puoi usare anche l’acqua, se stai soltanto facendo qualche prova), il terzo con il fissaggio. Immergi il foglio nel primo bagno, quando l’immagine latente si manifesta e ti sembra pronta, con la pinzetta trasportala nel secondo bagno per arrestare lo sviluppo, e infine nel terzo, per fissarla. Poi appendila per farla asciugare. Trovi tanti tutorial dettagliati in rete, se hai dei dubbi scrivimi pure :)

      • :)))) grazie infinite, ne ho di lavoro da fare, ti chiedo un’ultima cosa, poi non ti rompo più…. posso coprire una abat-jour con della carta rossa scura? ciau franken :)
        ps, questo tuo sito è favoloso, tutto è interessante….:)

        • ciao, grazie per i complimenti :) ti sconsiglio la carta rossa, compra una lampadina dal fotografo, non costa molto… buon lavoro!

  5. Ciao, vorrei assolutamente provare questa tecnica ma ho due dubbi!
    1: Porto l’origami nella zona scelta dentro la busta nera, e fin qui ci sono, ma poi? Una volta che la tiro fuori? Tappo prima il foro e poi la posiziono o nel momento in cui la caccio fuori già sta prendendo l’immagine?
    2: Più o meno quanto sono i tempi di esposizione? Essendo solo di carta presumo molto corti, o mi sbaglio??

    Scusami per le mille domande >.<
    Attendo risposta!

    • Ciao Licia!
      1) Dunque: ti conviene chiudere il foro con nastro isolante nero, infilare il tutto in una busta nera per evitare che la “fotocamera” venga esposta alla luce attraverso la carta, che è sottile. A quel punto posizionala e, più in fretta che puoi, “apri l’otturatore” staccando il nastro isolante dal foro, esponi, e rimettila nella busta. Poi basta tirarla fuori in camera oscura, sviluppare e stampare la foto nel modo usuale.
      2) La carta non è molto sensibile, quindi le esposizioni non sono brevi. Di solito si tratta di 6-8 ISO. Per calcolare correttamente l’esposizione devi conoscere il diametro del foro, la sensibilità, e la lunghezza focale tra il foro e la carta (in questo caso essa varia perché la carta viene esposta da tutti i lati, ma ti conviene calcolare la distanza rispetto alla parte centrale della carta che poi renderà la gran parte dell’immagine). Puoi usare anche questi software, che inserendo questi dati ti danno il tempo corretto di esposizione calcolando anche il difetto di reciprocità dovuto alla lunga esposizione:
      3) Sperimenta, sperimenta, sperimenta! La pratica è la miglior maestra e, se avrai pazienza sufficiente a fare qualche tentativo, alla fine troverai l’esposizione corretta!
      Aspetto di vedere i risultati, buon lavoro!

  6. Ciaooo! Ho conosciuto ieri questo nuovo mondo della fotografia con origami e me ne sono innamorataaa. Sono appassionata di macchinette analogiche e mia sorella di 9 anni sembra voler prendere la stessa strada. Vorrei prepararle per Natale una origami pinhole camera però non ho ancora sperimentato una camera oscura e con questi tempi ristretti non ho il tempo di farlo. Mi consiglieresti una carta che non ha bisogno di essere sviluppata?
    Graaazie infinite!

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