Quanti di voi, negli ultimi anni, hanno (ri)preso in mano la Polaroid? La rinata fotografia istantanea è stata, ed è tuttora, uno dei terreni più fertili per la riappropriazione della fotografia analogica nell’era digitale. Non tutti si sono accorti, però, che ai margini di un fenomeno che si nutre quasi esclusivamente delle nuove pellicole Impossible Project e Fuji si stanno diffondendo sperimentazioni e tecnologie che vanno in altre direzioni, pur mantenendo l’interesse per lo sviluppo immediato dell’immagine istituzionalizzato dalla Polaroid. Tra le tante novità, mi sembra particolarmente interessante l’uso per la stampa fotografica della carta termica, la comune carta da scontrino, attualmente al centro di esplorazioni creative a 360°. Parliamo dunque di questa nuova famiglia di sperimentazioni fotografiche, ormai conosciuta con il nome di “fotografia fiscale” (“Receipt Instant Photography”).

Francesco Capponi-Ritratti Fiscali

Francesco Capponi, “Autoritratti Fiscali” (2009). Stampe PoGo su carta termica da scontrino.

Per quanto mi è dato sapere, il primo esempio di fotografia fiscale è attribuibile a quel geniaccio di Francesco Capponi. Nel 2009 Francesco ha avuto un’intuizione tanto semplice quanto ricca di conseguenze: utilizzare la stampante PoGo della Polaroid, che normalmente viene caricata con carta termica Zink, per stampare fotografie su carta da scontrino. In pratica, il trucco consiste nel sostituire la carta Zink, appositamente realizzata dalla Polaroid per le sue nuove stampanti portatili, con semplice carta da scontrino, e il gioco è fatto. Con questa tecnica sono stati realizzati gli Autoritratti fiscali che vedete sopra.

Gaetano De Crecchio,

Gaetano De Crecchio, “Omaggio alla mia terra” (2014).

Gaetano De Crecchio,

Gaetano De Crecchio, “C’est la vie” (2013).

Nella stessa direzione si è mosso il fotografo Gaetano De Crecchio, che in anni di sperimentazioni ha perfezionato il procedimento e gli ha attribuito la definizione corrente di “fotografia fiscale” (“Receipt Instant Photography”). La ricchezza tonale delle sue fotografie fiscali è impressionante, se confrontata con i chiaroscuri netti delle prime prove. Gaetano è uno sperimentatore accanito e irrequieto, ma se dovessi sintetizzare in poche parole la sua fotografia fiscale direi che è la perfetta unione del tradizionale linguaggio del fotocollage – amatissimo dagli appassionati della Polaroid e da artisti del calibro di David Hockney, Chuck Close e, in Italia, Maurizio Galimberti – e della screpolatura visuale/materiale ottenibile con il nuovo procedimento termico. Non è così che ci piacciono le immagini fotografiche? Belle nella loro imperfezione, consunte per via della nostra pulsione a maneggiarle… reificate in oggetti che aggiungono livelli di significazione a ciò che altrimenti sarebbe poco più che un ritaglio spazio-temporale.

Gaetano De Crecchio,

Gaetano De Crecchio, “Monopolio Fiscale” (2014).

Lascio la parola a Gaetano, che così descrive il suo lavoro:

“L’intuizione è stata immediata, ma non basta inserire lo scontrino e dare il via alla stampa per avere un buon risultato, eh no, almeno per me non è stato così. E’ stato allora che mi ha fatto visita la Dea Bendata, ed è stato allora che è cominciato il mio ‘viaggio’ in quella che io ho definito ‘Fotografia fiscale’. Prove su prove, rotoli e rotoli di scontrini ed etichette per bilance, carte di parchimetri e biglietti della metro, il tutto per capire come sfruttare al massimo questa possibilità. Alla fine ho capito che una volta intrapreso questo viaggio le vie percorribili sono davvero senza fine.”

“A livello concettuale la scelta di utilizzare la carta scontrino non è per nulla casuale. L’idea di fondo è che lo scontrino, simbolo del denaro, della globalizzazione, del business, delle tasse da pagare, del capitalismo, ecc. si trasformi da tutto ciò in qualcosa di totalmente differente: in messaggio ed opera d’arte. Questa mutazione, questo ribaltamento, questa rilettura e ri-metabolizzazione a mio dire ne fanno qualcosa di speciale, unico ed innovativo. Lo scontrino diviene Linguaggio, poetica fotografica e non solo. Tutto questo mi rappresenta – insieme ad altre numerose forme di ricerca sperimentale – tutto questo mi racconta e spinge ad andare avanti nella sperimentazione, perché quest’ultima è ciò che ha reso e rende possibile la ‘magia’.”

Niklas Roy,

Niklas Roy, “Electronic Instant Camera” (2011).

Ma non si tratta soltanto di utilizzare le stampanti PoGo in maniera creativa. A dimostrare quanto sia feconda la via della fotografia fiscale sono alcune tecnologie innovative, che aprono ulteriori possibilità sperimentali. Avevamo già incontrato, pochi anni fa, la “Electronic Instant Camera” dell’artista multimediale Niklas Roy, “inventore di cose inutili”, una fotocamera istantanea creata combinando una videocamera analogica in b/n con una stampante termica per scontrini. Un microcontroller collega la videocamera e la stampante, e grazie a un programma in AVR-GCC scritto da Niklas (che trovate qui) digitalizza le singole linee video in formato PAL per poi trasmetterle alla stampante. La sua memoria di 1KB SRAM non permette di immaganizzare l’immagine, ma solo di trattenere una singola linea che viene stampata ed eliminata per registrare quella successiva. Insomma, una Polaroid elettronica che produce immagini dal sapore decisamente retrotech.

Michael Ciuffo,

Michael Ciuffo, “PrintSnap” (2014).

Un’idea simile ha portato l’ingegnere elettronico di Seattle Michael Ciuffo, meglio noto nel mondo hacker come Ch00f, a creare PrintSnap. Per il momento si tratta di un prototipo realizzato in legno, ma sembra che presto ne verrà commercializzata una versione in plastica più economica. La fotocamera (costata in tutto circa 200$) scatta e stampa piccole fotografie su scontrino con una risoluzione di 640×384. La qualità non è alta (ma “abbastanza per registrare i vostri preziosi ricordi su un vero supporto fisico di carta”, secondo il suo creatore). La macchina offre però alcuni indubbi vantaggi: vi si possono caricare i normali rulli di carta da scontrino, interi, in modo da scattare fino a 150 fotografie con ogni ricarica, con una spesa stimata di o.oo3 centesimi a scatto. Secondo Ciuffo, con la stessa spesa necessaria per acquistare un caricatore Impossible (8 scatti), usando la PrintSnap si possono scattare la bellezza di 8.000 fotografie. Le immagini sono ovviamente manipolabili in vario modo, ed è possibile colorarle, come mostra questo video:

Oltre alla possibilità di stampare immagini a costo quasi zero, secondo il suo creatore la PrintSnap offrirebbe altri vantaggi. Sicurezza (la PrintSnap non memorizza nè può trasmettere immagini, perciò non ci si deve preoccupare della loro circolazione), portabilità, creatività (le possibilità di manipolazione fisica dei supporti sono innumerevoli), e, soprattutto, è “off the grid”: “progettata per disconnettervi dal mondo digitale e farvi concentrare su ciò che è importante”. Guardate le immagini qui sotto e giudicate voi stessi. E c’è un’altra buona notizia: a questo indirizzo trovate tutti i dettagli sulla costruzione e la programmazione della fotocamera, nel caso voleste provare a realizzarne una.

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Un’altra novità degna di nota, proveniente ancora una volta dal mondo dei Makers, è il progetto Polascii. Si tratta di un progetto comunitario open source, ispirato a sua volta da HasciiCam, un software per l’elaborazione live video che processa il segnale rendendo le immagini in caratteri codificati in ASCII, il Codice Standard Americano per lo Scambio di Informazioni. In pratica, l’idea di fondo è quella di creare una fotocamera istantanea in grado di elaborare e stampare le immagini sotto forma di codici alfanumerici, coniugando dunque l’arte della fotografia istantanea con la cosiddetta ASCII Art. Terryoy, il suo ideatore, ha tenuto una prima dimostrazione delle potenzialità della Polascii in occasione della Shenzhen Maker Faire 2014, utilizzando il setting riprodotto nell’immagine sottostante: un monitor, una webcam usb, un laptop, e, ovviamente, una stampante termica caricata con carta da scontrino.

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Il progetto Polascii alla Shenzhen Maker Faire 2014. Photo by bugeng.

Il software Polascii non soltanto consente di convertire e stampare in loco le immagini ASCII su carta termica, ma le trasmette anche a un sito web cui è possibile accedere scansionando il QR Code stampato su ogni fotografia. Consiglio a chi volesse cimentarsi con la Polascii Art di visitare questi siti, dove è possibile trovare ulteriori informazioni, il software, e le risorse necessarie:

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[AVVERTENZA: LA CARTA DA SCONTRINO PUO' CONTENERE BISFENOLO A, COMUNEMENTE CONOSCIUTO COME BPA, UNA SOSTANZA TOSSICA. SI CONSIGLIA DI UTILIZZARE CARTA DA SCONTRINO SENZA BISFENOLO A PER QUESTO GENERE DI SPERIMENTAZIONI]

3 Commenti to “LA “FOTOGRAFIA FISCALE”: NUOVE SPERIMENTAZIONI CON LA FOTOGRAFIA ISTANTANEA”

  1. Ciao sono arrivato su questo tuo articolo facendo una ricerca su come stampare foto, tramite la pogo, sugli scontrini. Potresti gentilmente fare un tutorial sopratutto perchè la resa delle tue “fotografie fiscali” è impressionante. Grazie

    • Ciao Giuseppe, purtroppo non posso scrivere un tutorial perché le foto che vedi nell’articolo non sono mie, ma di Francesco Capponi e Gaetano De Crecchio, due artisti che hanno sperimentato con la Pogo. Prova a contattarli tramite facebook, sono sicuro che potranno darti qualche consiglio utile! Ciao

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