EXPERIMENTAL PHOTOGRAPHY: A HANDBOOK OF TECHNIQUES Vetro Editions Sergio Minniti Frankenphotography.com

Finalmente disponibile il libro EXPERIMENTAL PHOTOGRAPHY: A HANDBOOK OF TECHNIQUES, edito da SHS Publishing e distribuito da Vetro Editions (acquistabile qui). Sono orgoglioso di aver partecipato, insieme a Marco Antonini (Executive Director di NURTUREart, New York), Francisco Gómez (lab director del Taller Milans, Barcelona), Gabriele Lungarella (IED Roma), e Luca Bendandi (fondatore di Vetro Editions e curatore del libro), alla realizzazione di questo volume, indirizzato a tutti i fotografi curiosi, appassionati di sperimentazione, e a chi crede che la fotografia sia, prima di tutto, un procedimento artigianale e un’esplorazione di terre sconosciute – si percepisce l’assonanza con la filosofia di Frankenphotography? Alla base del libro è l’idea dell’importanza della sperimentazione, che ha sempre nutrito il mondo della fotografia, ma che [...]

Vagina stenopeica

Vincenzo Cianciullo, in arte Vins, è un artista poco più che trentenne che ha fatto dell’eclettismo la propria bandiera. Pittura, poesia, fotografia, grafica, scultura e paper-design nella sua opera si intrecciano di continuo, seguendo il fil rouge della sperimentazione (date un’occhiata al suo sito, provare per credere). Ho approfittato di una nostra lunga chiacchierata per chiedergli di illustrare ai lettori di Frankenphotography il suo punto di vista sulla fotografia e sul foro stenopeico, un mezzo che Vins ha scelto di utilizzare in diversi progetti. Iniziando dalla sua creatura più “pruriginosa”: la PUSSY PINHOLE! Ciao Vins, benvenuto sulle pagine di Frankenphotography. Come è nata l’idea di trasformare il sesso femminile in una fotocamera? Una volta mi trovai a parlare con una [...]

Pre-Siciliano 6x9 Type 1 (1972) © Thomas Roma

Thomas Roma, al secolo Thomas Germano, è un fotografo italo-americano e costruttore, tra le altre cose, di macchine fotografiche professionali. Ho deciso di scrivere questo post non soltanto perché le sue creazioni mi hanno molto impressionato, per via della raffinatezza dei dettagli costruttivi, ma soprattutto perché mi ha colpito la sua storia, che in quelle macchine (oltre che nelle sue fotografie) si incarna pienamente. Proverò a raccontare questa storia, puntellandola con le sue immagini fotografiche e ancor di più con quelle delle sue fotocamere, che nessun iconomeccanofilo (termine che un tempo designava gli spasmodici amanti delle creazioni ottico-meccaniche) potrà evitare di guardare con ammirazione. Brooklyn, New York: Thomas Roma nasce a Brooklyn negli anni ‘50. Lì cresce e si forma [...]

Gino Mazzanobile portrait

Parlare di fotografia con Gino Mazzanobile è un’emozionante avventura: ci si ritrova a viaggiare nel tempo e nello spazio, tra le antiche tecniche dei pionieri, tra fori stenopeici in grado di impaurire i bambini e conquistare gli adulti, tra sperimentazioni personali donate alla collettività. Un viaggio sostenuto dal vento della passione, filo conduttore della sua esperienza quarantennale, e dal fare artigiano, di cui ci si dimentica quando ci si accontenta di “premere un bottone”, iniziato quando… La fotografia l’ho incontrata da piccolo. Mi ricordo che ero a casa dei miei nonni ed ero sdraiato sul lettino, una mattina presto. Fuori dalla finestra, che ovviamente era chiusa, ho notato alcuni raggi di luce che entravano da qualche fessura nelle tapparelle. Questi [...]

Paolo Gioli, corpo stenopeico

Paolo Gioli è un artista poliedrico che si è affacciato sulla scena artistica negli anni ’60, anni in cui frequenta la “Scuola libera del nudo” a Venezia, per poi andare a New York. Quindi incomincia come pittore, ma presto si dedicherà ad altre forme d’arte, come il cinema, ciò che poi lo renderà noto al pubblico, e alla fotografia. Per quanto riguarda quest’ultima il suo percorso sarà improntato alla sperimentazione, allo studio approfondito delle sue applicazioni, all’aspetto tecnico/tecnologico. Un percorso “formativo” che lo riporterà alla preistoria, che gli permetterà di vivere ed applicare la tecnica fotografica degli albori, ma con l’occhio pieno d’esperienza e di storia, rimanendo, comunque, sempre molto legato all’attività cinematografica -  infatti spesso utilizzerà la cinepresa per [...]

Jno Cook e la democratizzazione della tecnologia fotografica

“Radically Recycled Cameras” Se la Frankenfotografia può vantare un illustre precursore, questo è Jno Cook. Fanatico avanguardista, critico visuale, all’interno della sua Continued Aesthetic Investigation ha messo a punto un perfetto meccanismo frankenfotografico. In tempi non sospetti ha predicato l’autocostruzione delle proprie fotocamere, parti attive dei dispositivi estetici ed eretici creati dall’artista. Un approccio molto pragmatico: si parte da un concetto, poi si crea una fotocamera che lo rappresenta e che è in grado di registrarlo sotto forma di immagine. Inseriti nel flusso della vita quotidiana, all’interno di spazi intimi e casalinghi, i dispositivi ottici di Cook rappresentano un tentativo onesto di registrazione casuale della vita, del suo teatrino personale. Inutile precisare che i materiali che li compongono sono recuperati [...]

Intervista a Wayne Martin Belger

Boy of Blue Industries – L’arte di Wayne Martin Belger Abbiamo già parlato di Wayne Martin Belger in un vecchio post. Belger è un genio della fotografia, ed è il fotografo più “Franken” di tutti. Ha persino usato dei teschi umani per costruire le sue splendide macchine stenopeiche. Come un postmoderno Dr. Frankenstìn. Questo, nonostante tutto, è folklore. Wayne Martin Belger è un mago. Wayne Martin Belger è un sacerdote. Wayne Martin Belger ha compreso le potenzialità della fotografia, ha indagato la sua intima essenza, la sua relazione col soggetto. Ha capito che la fotografia non può avere niente a che fare con l’industria, ma ha bisogno di macchine progettate per uno scopo ben preciso: permettere al fotografo di relazionarsi [...]

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Peekfreak Project

Dall’altra parte del mondo abbiamo rintracciato un progetto frankenfotografico d’alta classe: il progetto Peekfreak, risultato della collaborazione tra l’industrial designer Wai Lam e il fotografo sperimentale Yann Huey. Il magico duo malese ha fatto proprio il verbo dell’autocostruzione casalinga (il loro motto: m.o.o.c., “make our own cameras”), progettando e realizzando una serie di fotocamere dal design originale. Il loro scopo è di creare progetti semplici, divertenti e slegati dalle regole tradizionali della fotografia. Le fotocamere Peekfreak sono costruite con materiali ordinari e di recupero: plastica, contenitori per il cibo, parti di biciclette e floppy disk. Ogni macchina è unica, dotata di una propria personalità e in grado di produrre immagini particolari. Tutto mira a un utilizzo spontaneo e divertente, senza [...]

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In altri post ho scritto dell’uso della Scannercamera come strumento di ricerca sul movimento e sul tempo in fotografia. È certamente un tema interessante, su cui si sono giustamente concentrati gli sforzi dei frankenfotografi, ben comprendendo come il trattamento del pro-filmico permesso dall’acquisizione lineare dello scanner consenta di indagare con mezzi visuali nuovi il nesso tra movimento, tempo, e rappresentazione. Esiste, però, anche un altro utilizzo di questo dispositivo: come macchina di grande formato dotata di “dorso digitale”. Una macchina economica, ma in grado di realizzare immagini di dimensioni enormi. Molti prototipi sono stati costruiti con questo scopo, per riprese, diciamo, più tradizionali, e stavolta voglio presentare un fotografo che ha scelto questo modus operandi con ottimi risultati: Andry Tych. [...]

Frankenophotographers #5: Rebecca Hinden

OCCHI ROSSI SUL PIANETA TERRA Chiunque abbia intrapreso la strada dell’autocostruzione di attrezzature fotografiche, come ogni fotografo, sa bene quanto sia facile inciampare. Défaillance tecniche, cattive manipolazioni e incidenti sono sempre in agguato. È noto che gli errori non scarseggiano in fotografia, ma la loro definizione non è mai stata univoca. Professionisti, amatori, dilettanti e artisti si sono confrontati con quella che Man Ray amava chiamare Fautographie, fotografia-che-cade-in-errore, dandone la propria interpretazione e continuando a passare la patata bollente: cos’è corretto e cos’è sbagliato in fotografia? Dietro le definizioni tecniche si nascondono ben più importanti definizioni sociali, e ciò fa dell’errore fotografico una creatura mutevole e scaltra, vittima dell’occhio del fotografo e suo carnefice al tempo stesso. A un estremo [...]

FRANKENPHOTOGRAPHERS #4: DAVID SMEULDERS

Il designer David Smeulders, negli ultimi anni, ha esteso il proprio campo di ricerca al di là della grafica e del vjing (Vj Klebowax, insieme al fratello Oscar), esplorando territori frankenfotografici. Le sue Scannercamera hanno conquistato un posto d’onore non solo nel suo percorso di sperimentazione, ma anche tra le attività delle lungimiranti istituzioni olandesi: al 6 Marzo di quest’anno risale la sua ultima “scan-photo-installation”, durante la Rotterdam Museum Night, e le sue creature sono state esposte l’anno scorso al Nederlands Fotomuseum (http://www.nederlandsfotomuseum.nl/). Al Fotomuseum David ha presentato una versione deluxe della sua Copy Camera (commissionata per l’occasione!), costruita con una stampante multifunzione. Con questa macchina ha realizzato un’installazione interattiva: premendo un pulsante il pubblico ha potuto auto-ritrarsi, ottenendo un’immagine [...]

"Abracadabra Pinhole Camera" - Utilizzata per ritrarre conigli ha il potere di farli apparire nel cappello. Scatta negativi panoramici 5 x 10 cm su rullini 120.

Luce, soltanto luce che trasforma il mondo in un giocattolo. Intervista a Francesco Capponi Partiamo dall’inizio: nelle tue galleries troviamo sculture e fotografie di ogni genere. Mi racconti brevemente il tuo percorso, dalla scultura alla fotografia, dalla fotografia alla Lomografia, dalla Lomografia all’autocostruzione e alle sculture di ispirazione fotografica? Non saprei tracciare un percorso lineare. Ho studiato scultura all’accademia e negli ultimi anni avevo cominciato ad inserire lenti, camere oscure o proiettori nelle mie opere. Nel frattempo mi piaceva passare parte del mio tempo nel laboratorio di fotografia. La fotografia di per sé mi affascinava e mi annoiava al tempo stesso. Mi divertiva soprattutto fare esperimenti in camera oscura, provare le solarizazzioni, sovrapporre negativi e cose del genere. Ho cominciato [...]

Frankenphotographers #2: Miroslav Tichý, Tarzan in pensione

“Quando ero piccolo mia nonna mi diceva: lavati le mani, o diventerai come Tichý!” racconta Roman Buxbaum, l’uomo che ha fatto conoscere al mondo l’opera di Miroslav Tichý. Classe 1926, “Tarzan in pensione”, come egli stesso si definisce, Miroslav Tichý è un frankenfotografo unico. Dopo aver studiato presso l’Accademia delle Arti di Praga, con l’arrivo del comunismo si ritirò a vita solitaria nella città natale di Kyjov, una piccola cittadina della Repubblica Ceca. Lì iniziò a vivere come un eremita, abbandonò la pittura, e, verso la fine degli anni ’60, cominciò a dedicarsi alla fotografia in maniera quantomeno “personale”. Ignorando qualunque regola della fotografia tradizionale, Tichý ha realizzato un’enorme mole di immagini sfuocate, sfinite, consumate. Il suo lavoro è guidato [...]

Frankenphotographers #1 - Wayne Martin Belger

Ecco un vero Frankenphotographer: Wayne Martin Belger, classe 1964, ex cercatore di tesori, ex musicista, ex giocatore di hockey, ex manicure, ex ferrotranviere… si è dato alla fotografia sui generis. Anima e corpo, mi viene da dire. Le macchine stenopeiche che costruisce non sono soltanto splendidi oggetti d’artigianato, fatti di legni e metalli, ma hanno ciascuna una propria anima! Ne sono sicuro, non solo perché l’egregio Belger inserisce parti organiche in ogni macchina (!), ma soprattutto perché lo fa in base al soggetto che vuole fotografare. Mi viene in mente un aneddoto sul grande Mario Giacomelli, che durante un viaggio nell’Italia meridionale andava in cerca di una maga in grado di togliere il malocchio alla sua macchina fotografica, che aveva [...]

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