Ieri, primo giorno d’Aprile, come da tradizione la rete si è riempita di notizie divertenti, a volte inverosimili, altre volte quasi indistinguibili dai contenuti che circolano normalmente. Anche il mondo della fotografia è stato invaso da interessanti “pesci d’Aprile”, proposti da produttori grandi e piccoli, distributori, e comunità di appassionati. In questo post ho raccolto i più interessanti tra quelli che riguardano le tecnologie fotografiche, volendo ancora una volta sottolineare l’importanza dell’immaginazione e della meraviglia nell’approcciarsi al delicato rapporto tra innovazione, tecnologia, e pratiche fotografiche, un discorso intrapreso con la storia della “macchina fotografica invisibile”. Tra gli April Fools che mi hanno più colpito ci sono innanzitutto quelli “ontologicamente” incredibili. Al primo posto metterei i LOMO GOGGLES, gli occhialini di Lomography in grado di [...]
Fotografia
BI-CAM: UNA SMENA SIAMESELa Bi-Cam è una macchina in grado di esporre la pellicola da due lati, fronte-retro. Come ho scritto in questo post, di solito si prende una toy-camera e la si dota di foro stenopeico sul retro, ma niente vieta di costruire fotocamere con due lenti o due fori stenopeici. Con queste macchine e qualsiasi pellicola a colori è possibile scattare una foto “normale” da un lato, e una foto Redscale dall’altro, ottenendo multiesposizioni davvero particolari. Pavlo, in arte gndrfck, ha realizzato una BI-CAM con due lenti modificando il corpo di una Smena 8M, come spiega nel suo tipster su Lomography. Oltre ad ottenere delle “classiche” doppie esposizioni, grazie a un ingegnoso sistema di mascheratura Pavlo riesce a controllare il risultato [...] |
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DI FORI E ANTICHE TECNICHE: GINO MAZZANOBILE, FOTOGRAFO PER PASSIONEParlare di fotografia con Gino Mazzanobile è un’emozionante avventura: ci si ritrova a viaggiare nel tempo e nello spazio, tra le antiche tecniche dei pionieri, tra fori stenopeici in grado di impaurire i bambini e conquistare gli adulti, tra sperimentazioni personali donate alla collettività. Un viaggio sostenuto dal vento della passione, filo conduttore della sua esperienza quarantennale, e dal fare artigiano, di cui ci si dimentica quando ci si accontenta di “premere un bottone”, iniziato quando… La fotografia l’ho incontrata da piccolo. Mi ricordo che ero a casa dei miei nonni ed ero sdraiato sul lettino, una mattina presto. Fuori dalla finestra, che ovviamente era chiusa, ho notato alcuni raggi di luce che entravano da qualche fessura nelle tapparelle. Questi [...] |
RADICALLY UPCYCLED CAMERAS: L’ARTE DELL’AUTOCOSTRUZIONE SECONDO BRANA VOJNOVICAutoritratto – Scancam 200 Ci sono un sacco di attrezzature in giro, pronte per essere riciclate. L’artista Brana Vojnovic illustra il proprio modo di fare fotografia: non “premere il bottone” per “catturare il momento”, ma cercare e trovare vecchie attrezzature da combinare, costruendo nuove macchine in grado di produrre i risultati desiderati. Un processo di “upcycling” che è un’arte di per sé, la passione di un fotografo che si considera un pittore impegnato nella creazione dei propri strumenti. Ciao Brana, grazie per il tempo che ci dedichi. Iniziamo… che posto occupa la fotografia nella tua vita quotidiana? La fotografia è il mezzo più naturale per esprimere me stesso. Quando hai incontrato la fotografia per la prima volta? Avevo 16 anni [...] |
ESSERE UN “CAMERA MAKER” NELL’ERA DIGITALE: NE PARLIAMO CON EOK.GNAH“Gli atomi sono i nuovi bit”, ha scritto Chris Anderson due anni fa, a proposito del ruolo di Internet e della cultura digitale in ciò che ha definito “la prossima rivoluzione industriale”: “Se la caratteristica degli ultimi 10 anni è stata quella di scoprire modelli sociali post-istituzionali sul Web, quella dei prossimi 10 anni sarà la loro applicazione al mondo reale. (…) Internet ha democratizzato la pubblicazione, il broadcasting, la comunicazione, e la conseguenza è stata un enorme incremento della partecipazione e dei partecipanti a tutto ciò che è digitale – la coda lunga dei bit. Adesso sta accadendo la stessa cosa nella produzione – la coda lunga delle cose.” Il boom delle fiere dedicate ai Makers, degli hackerspace locali, [...] |
SUNPRINT TUTORIALHo scoperto per caso questa cosa stupenda che alcuni chiamano “Sunprint”, cioè stampa con il sole. Si tratta dell’antica tecnica della cianotipia: Mentre i sistemi ideati da Talbot e Daguerre sfruttavano la fotosensibilità dei sali d’argento, il processo messo a punto da Herschel si basava su alcuni sali ferrici, precisamente il ferricianuro di potassio e il citrato ferrico ammoniacale. Questi due sali, mescolati assieme, sono molto sensibili e reagiscono quando posti di fronte alla luce di tipo solare. Frapponendo un negativo tra la luce ultravioletta e un foglio di carta su cui è stata applicata la soluzione ai sali ferrici, si produce un’immagine fotografica (fonte: wikipedia). Si può fare anche in casa, il procedimento – una volta procurati i sali [...] |
ORIGAMI PINHOLE CAMERACos’è: L’Origami Pinhole Camera è una fotocamera di carta dotata di foro stenopeico, come le celebri PaperCams scaricabili dalla rete (la più conosciuta è la Dirkon). A differenza delle altre macchine di carta/cartoncino, però, l’Origami Pinhole Camera è composta da un unico foglio di carta fotografica che, piegata come un origami, crea al proprio interno una camera obscura i cui lati sono tutti fotosensibili. Praticando un pinhole su un lato dell’origami, si consente alla luce di proiettare un’immagine al suo interno che non impressiona soltanto la superficie opposta al foro, ma si propaga attraverso l’”ambiente” creato dalle pieghe della carta, impressionando l’intero foglio di carta fotografica. In questo caso, dunque, non c’è nessuna pellicola all’interno della fotocamera, perché la fotocamera [...] |
UNO SPLITZER INTERCAMBIABILE PER LA POLAROID SUPER SHOOTERLe Polaroid che utilizzano i packfilm di formato 100, come le Fuji FP, si prestano a molte applicazioni divertenti. Tra queste, trovo particolarmente affascinante la possibilità di creare immagini esponendo più volte la pellicola. I packfilm istantanei, infatti, permettono di controllare subito l’effetto della multi-esposizione, dando al fotografo la possibilità di correggere l’immagine fino al raggiungimento del risultato desiderato. Uno Splitzer applicato davanti alla lente consente di aumentare il controllo sull’immagine esponendo una o più volte soltanto una parte del fotogramma, costruendo fotografie che sono il risultato di esposizioni multiple, e selettive, sulla stessa pellicola. Le possibilità combinatorie diventano infinite! Purtroppo gli unici Splitzer che si trovano in commercio sono quelli per Lomografia, applicabili a fotocamere come la Diana F+, [...] |
OMNISCOPE PINHOLE CAMERALe Omniscope pinhole cameras sono delle macchine fotografiche a foro stenopeico che permettono la realizzazione di originali foto distorte senza dover ricorrere al digitale e ai software annessi. Il principio è molto semplice: anziché mettere la pellicola parallela al foro stenopeico, la si posiziona perpendicolarmente, non in piano ma circolarmente. Teoricamente è molto semplice, ma la sua realizzazione è un po’ più complessa. È possibile anche acquistarle, ma i prezzi sono un po’ proibitivi. Comunque chi volesse cimentarsi nell’impresa non ha bisogno di una particolare attrezzatura, basta una scatola a tenuta di luce da utilizzare come corpo macchina e un tubo di plastica per supportare la pellicola. Dal momento che costruire questa pinhole camera non è la cosa più semplice [...] |
PELLICOLE IMPOSSIBLE PROJECT: IL SOGNO SI È AVVERATO E VA AVANTI.Da un anno a questa parte sto seguendo le imprese dell’Impossible Project, l’azienda austriaca che sta salvando dall’oblio la fotografia istantanea da quando la Polaroid ha dismesso la produzione delle tanto amate pellicole e macchine. Tra alti e bassi, l’Impossible è riuscita a sfornare dei prodotti decisamente creativi. Due sono le linee: le Silver Shade, pellicole a sviluppo integrale in bianco e nero (PX100, PX600 UV+ e PZ600); e le Color Shade, sempre a sviluppo integrale, ma a colori (PX70 e PX680). Queste ultime sono state un grande traguardo per l’azienda, che è riuscita a dimostrare anche a chi all’inizio aveva storto il naso che il progetto va avanti con ambizione. Le pellicole finora prodotte possono essere usate su tutti [...] |
“ELECTRONIC INSTANT CAMERA”L’ultimo progetto di Niklas Roy, artista multimediale (o “inventore di cose inutili”, come si definisce lui stesso), è dedicato a un genere di fotografia istantanea completamente nuovo. Niklas ha costruito una “Fotocamera Istantanea Elettronica“, combinando parti di una videocamera analogica in b/n e di una stampante termica per scontrini fiscali. Il risultato è uno strano incrocio tra una Polaroid e una fotocamera digitale, che non registra le immagini su alcun supporto ma le stampa direttamente su carta da scontrino. Un microcontroller, l’ATmega8 da 16MHz, collega la videocamera e la stampante, e grazie a un programma in AVR-GCC scritto da Niklas (che trovate qui) digitalizza le singole linee video in formato PAL per poi trasmetterle alla stampante. La sua memoria di [...] |
MACCHINE FANTASTICHE: THE INVISIBLE CAMERANel 1952 Roberto Rossellini girò un film che tutti gli appassionati di fotografia dovrebbero vedere: La macchina ammazzacattivi. Una fiaba grottesca, che ha per protagonista il modesto fotografo di provincia Celestino Esposito, uomo semplice, amante della giustizia e devoto a S. Andrea. Una sera di festa un vecchio viandante, nel quale egli crede di riconoscere il Santo, gli chiede ospitalità e gli insegna un metodo infallibile per sopprimere, per mezzo del suo apparecchio fotografico, le persone cattive e disoneste. Basterà fotografare l’immagine della persona prescelta, e questa morirà. Celestino, armato della propria macchina fotografica, inizia a far giustizia in paese, finché non si rende conto che la sua opera di “pulizia” si sta trasformando in strage. Gli uomini, evidentemente, sono [...] |
COSTRUIRE UN DORSO POLAROID PER UNA FOLDING 4X5Tempo addietro ho acquistato su ebay una bella Folding 4×5 dei primi del ’900, una Seneca Chautauqua perfettamente funzionante e con il soffietto a prova di luce. Purtroppo l’asta non comprendeva alcuno chassis per pellicole o lastre, perciò ho dovuto provvedere: dapprima ho pensato di costruirne uno per caricarla con carta fotografica (e mi riprometto di farlo in futuro, per ottenere negativi su carta sfruttando la posa B), poi ho deciso di provare a costruire un dorso Polaroid per usarla con pellicole istantanee Fuji FP-100C ed FP-100B. In poche ore di lavoro ho costruito un dorso funzionante, e adesso posso divertirmi con questa macchina fascinosa. Mi sembra il caso di condividere il risultato dell’esperimento, perciò via col tutorial: Materiali occorrenti: [...] |
PINOROID: UNA PINHOLE ISTANTANEAQuest’anno, per una serie di sfortunate circostanze, ho perso il Pinhole Day. Mi è dispiaciuto molto, dato che trovo veramente interessante e creativa la fotografia senza lenti. Proprio per questo motivo, oggi voglio parlare di una mia recente costruzione che sto ancora testando e sperimentando. Non molto tempo fa mi era venuta la fantasia di cotruirmi una macchina stenopeica istantanea, ovvero una pinhole Polaroid … una Pinoroid, insomma! Prima di tutto, però, che cos’è una macchina stenopeica? Si tratta di una macchina fotografica che non ha bisogno di lenti: semplicemente un piccolissimo foro (pinhole, letteralmente significa: buco di spillo) fa entrare la luce che impressiona la pellicola. Essendo il foro stenopeico molto molto piccolo, è come avere a disposizione un [...] |
BI-CAM: COSTRUIRE UNA FOTOCAMERA DOTATA DI DORSO REDSCALELa Redscale è una tecnica di ripresa su pellicole 35mm, che consiste nell’esporre le pellicole dal retro. La luce, passando attraverso il primo strato dell’emulsione, dà all’immagine una tonalità rossastra, arancione, gialla o marrone – in base alla pellicola usata. Normalmente, per utilizzare la tecnica Redscale, è necessario riavvolgere la pellicola al contrario dentro un rullino vuoto, come spiegato in questo tutorial. È possibile anche adattare una macchina in modo che accolga il rullino originale montato in senso inverso, modificando il meccanismo di avvolgimento, oppure comprare le pellicole già pronte firmate Lomography o Rollei (Rollei Nightbird Redscale Film). In fase di ripresa è necessario sovraesporre di almeno due stop, per compensare l’assorbimento della luce causato dall’opacità del supporto. Su Flickr [...] |
COSTRUIRE UNO SPLITZER PER LA HOLGATra i tanti accessori prodotti per la Holga non esiste lo splitzer, un simpatico attrezzo per giocare con le esposizioni multiple e che completa il corredo di molte toycamera, come la Diana+ e la LC-A+. To split, in inglese, vuol dire “dividere, tagliare”. Lo splitzer, infatti, non fa altro che dividere l’obiettivo e ostacolare l’entrata della luce, lasciando scoperta solo metà o una parte della lente. In questo modo, una porzione di pellicola viene impressionata mentre il resto rimane coperto. Il risultato è dunque un collage di diverse esposizioni sullo stesso fotogramma, come una sorta di foto-montaggio in analogico, con esiti assolutamente surreali. Tempo fa, sono capitata su questo tutorial e ho provato a replicarne i passaggi. Costruirsi uno splitzer, [...] |
Paolo Gioli, corpo stenopeicoPaolo Gioli è un artista poliedrico che si è affacciato sulla scena artistica negli anni ’60, anni in cui frequenta la “Scuola libera del nudo” a Venezia, per poi andare a New York. Quindi incomincia come pittore, ma presto si dedicherà ad altre forme d’arte, come il cinema, ciò che poi lo renderà noto al pubblico, e alla fotografia. Per quanto riguarda quest’ultima il suo percorso sarà improntato alla sperimentazione, allo studio approfondito delle sue applicazioni, all’aspetto tecnico/tecnologico. Un percorso “formativo” che lo riporterà alla preistoria, che gli permetterà di vivere ed applicare la tecnica fotografica degli albori, ma con l’occhio pieno d’esperienza e di storia, rimanendo, comunque, sempre molto legato all’attività cinematografica - infatti spesso utilizzerà la cinepresa per [...] |
Vecchi libri trasformati in macchine stenopeiche: EngrainedWorksUn’idea brillante per riciclare i vecchi libri: trasformarli in fotocamere stenopeiche, ciascuna con la propria estetica e un nome evocativo. Soprattutto i libri vintage con la copertina rigida si prestano alla trasformazione, fornendo una solida struttura al “corpo macchina” e una grafica retrò. La realizzazione è semplice: basta eliminare le pagine e sostituirle con una camera oscura, intagliare la copertina per far spazio al foro stenopeico e all’otturatore, inserire un meccanismo di avvolgimento. L’artista e architetto Erin Paysse ne realizza dei bellissimi esemplari, tutti progettati per utilizzare pellicole 35mm e dotati di otturatore magnetico o a scorrimento, in legno o plastica. Alle sue creazioni ha dedicato il blog EnrainedWorks e uno shop su Etsy, dove è possibile acquistare le fotocamere. [...] |
Lego Mindstorms Pinhole CameraBasil Shikin ha creato una splendida macchina stenopeica usando la tecnologia Lego Mindstorms. La fotocamera utilizza pellicole di formato 35 mm ed è completamente automatizzata: usando il controller Mindstorms la creatura di Basil può avvolgere e riavvolgere la pellicola, e gestire l’otturatore in base alla luce. Come si può osservare nel video, è composta da due parti, il modulo stenopeico che contiene la pellicola e quello esterno, automatizzato, con i tre motori necessari per l’avvolgimento della pellicola e l’azionamento dell’otturatore. Sempre sul modulo esterno si trovano il pulsante di scatto e due sensori, uno per la rilevazione della luce e uno per riconoscere la presenza del modulo stenopeico. Una volta realizzati i moduli Basil ha aggiornato il controller con Lejos, [...] |
Jno Cook e la democratizzazione della tecnologia fotografica“Radically Recycled Cameras” Se la Frankenfotografia può vantare un illustre precursore, questo è Jno Cook. Fanatico avanguardista, critico visuale, all’interno della sua Continued Aesthetic Investigation ha messo a punto un perfetto meccanismo frankenfotografico. In tempi non sospetti ha predicato l’autocostruzione delle proprie fotocamere, parti attive dei dispositivi estetici ed eretici creati dall’artista. Un approccio molto pragmatico: si parte da un concetto, poi si crea una fotocamera che lo rappresenta e che è in grado di registrarlo sotto forma di immagine. Inseriti nel flusso della vita quotidiana, all’interno di spazi intimi e casalinghi, i dispositivi ottici di Cook rappresentano un tentativo onesto di registrazione casuale della vita, del suo teatrino personale. Inutile precisare che i materiali che li compongono sono recuperati [...] |


























