Brownie 35mm Adapter

Ricordate le Kodak Brownie? Le fotocamere semplici ed economiche introdotte nel 1900, che più di qualunque altra macchina fotografica hanno “iniziato” l’uomo comune alla pratica della fotografia, quando quest’ultima era ancora appannaggio esclusivo di professionisti e gentlemen aristocratici? Quella delle Brownie è una storia controversa. Tanti storici le hanno sostanzialmente snobbate e liquidate come “macchine-giocattolo”, sia per la loro semplicità che per via del loro target (un mercato composto da giovani e giovanissimi, che fino a quel momento non avevano avuto modo di provare le gioie della fotografia). Eppure, come ha sottolineato lo studioso Marc Olivier in un articolo pubblicato sulla rivista Technology and Culture, l’introduzione di queste fotocamere ha avuto un enorme impatto sociale, e le Brownie hanno giocato [...]

FRANKENPHOTOGRAPHERS #4: DAVID SMEULDERS

Il designer David Smeulders, negli ultimi anni, ha esteso il proprio campo di ricerca al di là della grafica e del vjing (Vj Klebowax, insieme al fratello Oscar), esplorando territori frankenfotografici. Le sue Scannercamera hanno conquistato un posto d’onore non solo nel suo percorso di sperimentazione, ma anche tra le attività delle lungimiranti istituzioni olandesi: al 6 Marzo di quest’anno risale la sua ultima “scan-photo-installation”, durante la Rotterdam Museum Night, e le sue creature sono state esposte l’anno scorso al Nederlands Fotomuseum (http://www.nederlandsfotomuseum.nl/). Al Fotomuseum David ha presentato una versione deluxe della sua Copy Camera (commissionata per l’occasione!), costruita con una stampante multifunzione. Con questa macchina ha realizzato un’installazione interattiva: premendo un pulsante il pubblico ha potuto auto-ritrarsi, ottenendo un’immagine [...]

IL GIOCO DEL FUOCO #1 – TILT SHIFT PHOTOGRAPHY

Con “Tilt-Shift Photography” ci si riferisce alle tecniche di ripresa basate sul movimento dell’obiettivo. Obiettivi decentrabili e basculabili permettono di effettuare correzioni prospettiche (importantissime ad esempio nella fotografia d’architettura) e di avere un controllo accessorio della profondità di campo (oltre quello ottenibile tramite la regolazione del diaframma). Il bello di poter giocare con i movimenti dell’obiettivo è che si possono incrementare le possibilità della messa a fuoco: è possibile ottenere immagini interamente nitide (molti fanno questa scelta per fotografare paesaggi), ma si può orientare il piano di messa a fuoco in modo che solo una piccola parte del soggetto sia nitido. In quest’ultimo caso l’effetto è totalmente diverso da quello ottenibile tramite l’apertura del diaframma. Ci si può sbizzarrire applicando [...]

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