EXPERIMENTAL PHOTOGRAPHY: A HANDBOOK OF TECHNIQUES Vetro Editions Sergio Minniti Frankenphotography.com

Finalmente disponibile il libro EXPERIMENTAL PHOTOGRAPHY: A HANDBOOK OF TECHNIQUES, edito da SHS Publishing e distribuito da Vetro Editions (acquistabile qui). Sono orgoglioso di aver partecipato, insieme a Marco Antonini (Executive Director di NURTUREart, New York), Francisco Gómez (lab director del Taller Milans, Barcelona), Gabriele Lungarella (IED Roma), e Luca Bendandi (fondatore di Vetro Editions e curatore del libro), alla realizzazione di questo volume, indirizzato a tutti i fotografi curiosi, appassionati di sperimentazione, e a chi crede che la fotografia sia, prima di tutto, un procedimento artigianale e un’esplorazione di terre sconosciute – si percepisce l’assonanza con la filosofia di Frankenphotography? Alla base del libro è l’idea dell’importanza della sperimentazione, che ha sempre nutrito il mondo della fotografia, ma che [...]

Polaroid 600 smontata

Ieri stavo armeggiando con la mia Polaroid 600 preferita (l’unica in mio possesso a mettere a fuoco a 60 cm di distanza) e mi è capitata una disavventura: la macchina si è bloccata! In che senso? Tutti i meccanismi interni, tra cui quelli per l’espulsione della pellicola, hanno iniziato a ruotare senza più fermarsi, gracchiando e rumoreggiando come un trattore ingolfato. Ho tentato più volte di fermarli estraendo il caricatore con la batteria, sperando in un reset del suo affannato cuore elettronico, ma è stato tutto inutile. Passato alla seconda fase dell’elaborazione del lutto stavo per smontarla, anche solo per recuperare qualche pezzo utile, quando mi sono detto: “Aspetta un momento, sicuro che non ci sia più nulla da imparare [...]

giu 012012
sunprint by biondapiccola

Ho scoperto per caso questa cosa stupenda che alcuni chiamano “Sunprint”, cioè stampa con il sole. Si tratta dell’antica tecnica della cianotipia: Mentre i sistemi ideati da Talbot e Daguerre sfruttavano la fotosensibilità dei sali d’argento, il processo messo a punto da Herschel si basava su alcuni sali ferrici, precisamente il ferricianuro di potassio e il citrato ferrico ammoniacale. Questi due sali, mescolati assieme, sono molto sensibili e reagiscono quando posti di fronte alla luce di tipo solare. Frapponendo un negativo tra la luce ultravioletta e un foglio di carta su cui è stata applicata la soluzione ai sali ferrici, si produce un’immagine fotografica (fonte: wikipedia). Si può fare anche in casa, il procedimento – una volta procurati i sali [...]

Untitled-4

Da un anno a questa parte sto seguendo le imprese dell’Impossible Project, l’azienda austriaca che sta salvando dall’oblio la fotografia istantanea da quando la Polaroid ha dismesso la produzione delle tanto amate pellicole e macchine. Tra alti e bassi, l’Impossible è riuscita a sfornare dei prodotti decisamente creativi. Due sono le linee: le Silver Shade, pellicole a sviluppo integrale in bianco e nero (PX100, PX600 UV+ e PZ600); e le Color Shade, sempre a sviluppo integrale, ma a colori (PX70 e PX680). Queste ultime sono state un grande traguardo per l’azienda, che è riuscita a dimostrare anche a chi all’inizio aveva storto il naso che il progetto va avanti con ambizione. Le pellicole finora prodotte possono essere usate su tutti [...]

Holga 120 GN / splitzer - Fomapan 100 ISO

Tra i tanti accessori prodotti per la Holga non esiste lo splitzer, un simpatico attrezzo per giocare con le esposizioni multiple e che completa il corredo di molte toycamera, come la Diana+ e la LC-A+. To split, in inglese, vuol dire “dividere, tagliare”. Lo splitzer, infatti, non fa altro che dividere l’obiettivo e ostacolare l’entrata della luce, lasciando scoperta solo metà o una parte della lente. In questo modo, una porzione di pellicola viene impressionata mentre il resto rimane coperto. Il risultato è dunque un collage di diverse esposizioni sullo stesso fotogramma, come una sorta di foto-montaggio in analogico, con esiti assolutamente surreali. Tempo fa, sono capitata su questo tutorial e ho provato a replicarne i passaggi. Costruirsi uno splitzer, [...]

Fuji-FP-negative

Le Fuji FP100 sono pellicole peel-apart, note agli appassionati di fotografia istantanea come ottimo sostituto delle Polaroid, purtroppo non più in produzione, per essere utilizzate nelle vecchie fotocamere Polaroid Land Camera serie 100. La specificità di questo tipo di pellicole consiste nel separare il positivo (ovvero, la stampa della foto) dal suo negativo, che generalmente viene gettato via come scarto. Esiste un metodo, però, per evitare di sprecare questi negativi e farne anche qualcosa di nuovo. Il metodo che sto per suggerirvi però, è valido solamente per le Fuji FP100C e FP100B; non può essere messo in pratica con le peel-apart della Polaroid come le 125i o le 669. Probabilmente queste ultime hanno un tipo di emulsione che deve essere [...]

Un'altra creatura di Golembewski che utilizza la struttura a soffietto di una vecchia lanterna magica. http://golembewski.awardspace.com/cameras/earlier/index.html.

Tempo addietro ho accennato alle Scannercamera, fotocamere ibride che utilizzano uno scanner piano come dorso d’acquisizione. In rete si trovano sempre più resoconti su simili esperimenti, e i risultati sono ottimi. Vediamo allora di dare qualche indicazione più dettagliata sulla costruzione di queste stupefacenti fotocamere, che arricchiscono il campo della Scanografia (Scanography o Scannography), discendente diretta della Xerox Art (link utili: http://en.wikipedia.org/wiki/Scanography http://www.scanner-magic.com/ http://scannography.org/ http://www.photo-vinc.com/articles/Flatbedscanner/Flatbedscanner.html http://blog.scannography.info/ ). Ci sono diversi modi per costruire una Scannercamera, e svariate motivazioni. In questo articolo mi occuperò dei modelli più professionali, ma è possibile usare soltanto fogli di cartone, foamboard, e altri materiali economici. Le motivazioni principali sono essenzialmente due: fare esperimenti con il movimento dei soggetti (e il tempo fotografico) grazie all’acquisizione lineare [...]

Paleophotography #1 – Trasformare la propria stanza in una "Camera Obscura"

Immaginiamo un pugno di cavernicoli all’interno di una spelonca, protetti dalle fiere e dalle intemperie; delle pelli appese a mo’ di tenda all’imboccatura della caverna. Meglio ancora, proviamo a visualizzare una tenda primitiva costruita con legno e pellame. Immaginiamo poi che nelle pelli si sia formato qualche buco, casualmente. Cosa vedremmo se ci trovassimo anche noi all’interno di queste arcaiche abitazioni? Vedremmo immagini in movimento del mondo esterno, proiettate alla rovescia di fronte al foro. In altre parole, ci troveremmo dentro una Camera Obscura! Anche se la prima descrizione del fenomeno risale al V sec. a.C. (ne parla il filosofo cinese Mo Ti, chiamandolo “la stanza del tesoro sotto chiave”), è plausibile che l’umanità lo abbia conosciuto in tempi ben [...]

Tempi di esposizione con il foro stenopeico

Per calcolare l’esposizione con una macchina stenopeica bisogna conoscere alcune cose: la distanza focale, cioè la distanza tra il centro ottico dell’obiettivo e il piano pellicola, il diametro del foro, che in questo caso equivale al diaframma, il rapporto focale tra i due, espresso nella usuale misura f. La scuola migliore in questo campo è sicuramente la pratica, considerando l’infinità varietà delle pinhole cameras. Bisogna provare e riprovare, prendendo nota delle esperienze fatte e costruendo una tavola di esposizione, per ogni macchina, in grado di fare da guida durante la ripresa. Bisogna tener presente che, quando si espone la pellicola per tempi lunghi, il tempo deve essere aumentato calcolando il difetto di reciprocità. In rete si trova un software gratuito [...]

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