Seneca Chautauqua 4x5 with DIY Polaroid back

Tempo addietro ho acquistato su ebay una bella Folding 4×5 dei primi del ’900, una Seneca Chautauqua perfettamente funzionante e con il soffietto a prova di luce. Purtroppo l’asta non comprendeva alcuno chassis per pellicole o lastre, perciò ho dovuto provvedere: dapprima ho pensato di costruirne uno per caricarla con carta fotografica (e mi riprometto di farlo in futuro, per ottenere negativi su carta sfruttando la posa B), poi ho deciso di provare a costruire un dorso Polaroid per usarla con pellicole istantanee Fuji FP-100C ed FP-100B. In poche ore di lavoro ho costruito un dorso funzionante, e adesso posso divertirmi con questa macchina fascinosa. Mi sembra il caso di condividere il risultato dell’esperimento, perciò via col tutorial: Materiali occorrenti: [...]

Pinholaroid

Quest’anno, per una serie di sfortunate circostanze, ho perso il Pinhole Day. Mi è dispiaciuto molto, dato che trovo veramente interessante e creativa la fotografia senza lenti. Proprio per questo motivo, oggi voglio parlare di una mia recente costruzione che sto ancora testando e sperimentando. Non molto tempo fa mi era venuta la fantasia di cotruirmi una macchina stenopeica istantanea, ovvero una pinhole Polaroid … una Pinoroid, insomma! Prima di tutto, però, che cos’è una macchina stenopeica? Si tratta di una macchina fotografica che non ha bisogno di lenti: semplicemente un piccolissimo foro (pinhole, letteralmente significa: buco di spillo) fa entrare la luce che impressiona la pellicola. Essendo il foro stenopeico molto molto piccolo, è come avere a disposizione un [...]

BI-CAM: COSTRUIRE UNA FOTOCAMERA DOTATA DI DORSO REDSCALE

La Redscale è una tecnica di ripresa su pellicole 35mm, che consiste nell’esporre le pellicole dal retro. La luce, passando attraverso il primo strato dell’emulsione, dà all’immagine una tonalità rossastra, arancione, gialla o marrone – in base alla pellicola usata. Normalmente, per utilizzare la tecnica Redscale, è necessario riavvolgere la pellicola al contrario dentro un rullino vuoto, come spiegato in questo tutorial. È possibile anche adattare una macchina in modo che accolga il rullino originale montato in senso inverso, modificando il meccanismo di avvolgimento, oppure comprare le pellicole già pronte firmate Lomography o Rollei (Rollei Nightbird Redscale Film). In fase di ripresa è necessario sovraesporre di almeno due stop, per compensare l’assorbimento della luce causato dall’opacità del supporto. Su Flickr [...]

Holga 120 GN / splitzer - Fomapan 100 ISO

Tra i tanti accessori prodotti per la Holga non esiste lo splitzer, un simpatico attrezzo per giocare con le esposizioni multiple e che completa il corredo di molte toycamera, come la Diana+ e la LC-A+. To split, in inglese, vuol dire “dividere, tagliare”. Lo splitzer, infatti, non fa altro che dividere l’obiettivo e ostacolare l’entrata della luce, lasciando scoperta solo metà o una parte della lente. In questo modo, una porzione di pellicola viene impressionata mentre il resto rimane coperto. Il risultato è dunque un collage di diverse esposizioni sullo stesso fotogramma, come una sorta di foto-montaggio in analogico, con esiti assolutamente surreali. Tempo fa, sono capitata su questo tutorial e ho provato a replicarne i passaggi. Costruirsi uno splitzer, [...]

Paolo Gioli, corpo stenopeico

Paolo Gioli è un artista poliedrico che si è affacciato sulla scena artistica negli anni ’60, anni in cui frequenta la “Scuola libera del nudo” a Venezia, per poi andare a New York. Quindi incomincia come pittore, ma presto si dedicherà ad altre forme d’arte, come il cinema, ciò che poi lo renderà noto al pubblico, e alla fotografia. Per quanto riguarda quest’ultima il suo percorso sarà improntato alla sperimentazione, allo studio approfondito delle sue applicazioni, all’aspetto tecnico/tecnologico. Un percorso “formativo” che lo riporterà alla preistoria, che gli permetterà di vivere ed applicare la tecnica fotografica degli albori, ma con l’occhio pieno d’esperienza e di storia, rimanendo, comunque, sempre molto legato all’attività cinematografica -  infatti spesso utilizzerà la cinepresa per [...]

Vecchi libri trasformati in macchine stenopeiche: EngrainedWorks

Un’idea brillante per riciclare i vecchi libri: trasformarli in fotocamere stenopeiche, ciascuna con la propria estetica e un nome evocativo. Soprattutto i libri vintage con la copertina rigida si prestano alla trasformazione, fornendo una solida struttura al “corpo macchina” e una grafica retrò. La realizzazione è semplice: basta eliminare le pagine e sostituirle con una camera oscura, intagliare la copertina per far spazio al foro stenopeico e all’otturatore, inserire un meccanismo di avvolgimento. L’artista e architetto Erin Paysse ne realizza dei bellissimi esemplari, tutti progettati per utilizzare pellicole 35mm e dotati di otturatore magnetico o a scorrimento, in legno o plastica. Alle sue creazioni ha dedicato il blog EnrainedWorks e uno shop su Etsy, dove è possibile acquistare le fotocamere. [...]

Lego Mindstorms Pinhole Camera

Basil Shikin ha creato una splendida macchina stenopeica usando la tecnologia Lego Mindstorms. La fotocamera utilizza pellicole di formato 35 mm ed è completamente automatizzata: usando il controller Mindstorms la creatura di Basil può avvolgere e riavvolgere la pellicola, e gestire l’otturatore in base alla luce. Come si può osservare nel video, è composta da due parti, il modulo stenopeico che contiene la pellicola e quello esterno, automatizzato, con i tre motori necessari per l’avvolgimento della pellicola e l’azionamento dell’otturatore. Sempre sul modulo esterno si trovano il pulsante di scatto e due sensori, uno per la rilevazione della luce e uno per riconoscere la presenza del modulo stenopeico. Una volta realizzati i moduli Basil ha aggiornato il controller con Lejos, [...]

Jno Cook e la democratizzazione della tecnologia fotografica

“Radically Recycled Cameras” Se la Frankenfotografia può vantare un illustre precursore, questo è Jno Cook. Fanatico avanguardista, critico visuale, all’interno della sua Continued Aesthetic Investigation ha messo a punto un perfetto meccanismo frankenfotografico. In tempi non sospetti ha predicato l’autocostruzione delle proprie fotocamere, parti attive dei dispositivi estetici ed eretici creati dall’artista. Un approccio molto pragmatico: si parte da un concetto, poi si crea una fotocamera che lo rappresenta e che è in grado di registrarlo sotto forma di immagine. Inseriti nel flusso della vita quotidiana, all’interno di spazi intimi e casalinghi, i dispositivi ottici di Cook rappresentano un tentativo onesto di registrazione casuale della vita, del suo teatrino personale. Inutile precisare che i materiali che li compongono sono recuperati [...]

Intervista a Wayne Martin Belger

Boy of Blue Industries – L’arte di Wayne Martin Belger Abbiamo già parlato di Wayne Martin Belger in un vecchio post. Belger è un genio della fotografia, ed è il fotografo più “Franken” di tutti. Ha persino usato dei teschi umani per costruire le sue splendide macchine stenopeiche. Come un postmoderno Dr. Frankenstìn. Questo, nonostante tutto, è folklore. Wayne Martin Belger è un mago. Wayne Martin Belger è un sacerdote. Wayne Martin Belger ha compreso le potenzialità della fotografia, ha indagato la sua intima essenza, la sua relazione col soggetto. Ha capito che la fotografia non può avere niente a che fare con l’industria, ma ha bisogno di macchine progettate per uno scopo ben preciso: permettere al fotografo di relazionarsi [...]

Fuji-FP-negative

Le Fuji FP100 sono pellicole peel-apart, note agli appassionati di fotografia istantanea come ottimo sostituto delle Polaroid, purtroppo non più in produzione, per essere utilizzate nelle vecchie fotocamere Polaroid Land Camera serie 100. La specificità di questo tipo di pellicole consiste nel separare il positivo (ovvero, la stampa della foto) dal suo negativo, che generalmente viene gettato via come scarto. Esiste un metodo, però, per evitare di sprecare questi negativi e farne anche qualcosa di nuovo. Il metodo che sto per suggerirvi però, è valido solamente per le Fuji FP100C e FP100B; non può essere messo in pratica con le peel-apart della Polaroid come le 125i o le 669. Probabilmente queste ultime hanno un tipo di emulsione che deve essere [...]

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Peekfreak Project

Dall’altra parte del mondo abbiamo rintracciato un progetto frankenfotografico d’alta classe: il progetto Peekfreak, risultato della collaborazione tra l’industrial designer Wai Lam e il fotografo sperimentale Yann Huey. Il magico duo malese ha fatto proprio il verbo dell’autocostruzione casalinga (il loro motto: m.o.o.c., “make our own cameras”), progettando e realizzando una serie di fotocamere dal design originale. Il loro scopo è di creare progetti semplici, divertenti e slegati dalle regole tradizionali della fotografia. Le fotocamere Peekfreak sono costruite con materiali ordinari e di recupero: plastica, contenitori per il cibo, parti di biciclette e floppy disk. Ogni macchina è unica, dotata di una propria personalità e in grado di produrre immagini particolari. Tutto mira a un utilizzo spontaneo e divertente, senza [...]

The Populist Paper Cameras by Nick Dvoracek

Un interessante (e ovviamente gratuito) esempio di fotocamera stenopeica da scaricare e costruire: The Populist! Il fronte democratico e progressista della fotografia fai-da-te si arricchisce di quattro nuovi modelli, tutti opera di Nick Dvoracek, Director of Learning Technologies presso la University of Wisconsin, Oshkosh, tutti scaricabili dal sito dell’università (dove trovate anche una serie di utili risorse): http://idea.uwosh.edu/nick/pinholephoto.htm. Oltre al modello base di formato 35mm (http://idea.uwosh.edu/nick/populist.pdf), Nick mette a disposizione degli appassionati un modello per il medio formato (http://idea.uwosh.edu/nick/120populist.pdf), un modello stereo (http://idea.uwosh.edu/nick/stereo%20populist%20-%20f295.pdf), e uno panoramico (http://idea.uwosh.edu/nick/Panoramic%20Populist%20-%20f295.pdf). Clickate sui link per scaricare i rispettivi modelli e le istruzioni, ma date un’occhiata anche alle istruzioni step-by-step e ai preziosi suggerimenti pubblicati sul sito www.withoutlenses.com, interamente dedicato al foro stenopeico. Saltano subito [...]

Dippold Paper Camera

Quel geniaccio di Francesco Capponi, mago del foro stenopeico e prestigiatore visuale, ha regalato al mondo la propria Paper Pinhole Camera. Potete scaricarla dal suo sito all’indirizzo http://www.francescocapponi.it/canale.asp?id=344, stamparla e costruirla in poche mosse. Al momento ne esiste soltanto una versione in formato 35mm, ma attendiamo con ansia l’annunciata nuova versione per il medio formato. Un’immagine della fotocamera, battezzata Dippold, e le istruzioni per costruirla: Un pool di Flickr dedicato alla Dippold raccoglie immagini realizzate da appassionati in giro per il mondo: http://www.flickr.com/groups/1414784@N21/pool/ Alcuni modelli, tra cui spicca la Dippold con 10 fori stenopeici realizzata da andeecollard. Cliccate sulle immagini per vedere le foto originali: Per saperne di più potete leggere la nostra intervista a Francesco Capponi

Paper Cameras: le macchine di cartone di Kiel Johnson

L’artista Kiel Johnson, nativo del Missouri ma residente a Los Angeles, è un mago del cartone, in grado di riprodurre qualunque oggetto. Strumenti musicali, audiocassette, torchi per la stampa, foto e videocamere, nelle sue mani si trasformano in divertenti sculture di cartone, dettagliate, giganti o a grandezza naturale. Incredibili le sue macchine fotografiche, che riproducono modelli realmente esistenti, dalle TLR alle Polaroid. Molte rispettano la scala originale, e sembra che siano dotate di foro stenopeico. Altre sono sculture esagerate, non progettate per scattare fotografie. Tutte, comunque, sono pensate per stimolare i sensi dello spettatore, che “può interagire con esse nello stesso modo in cui farebbe con una vera macchina”. La sua opera rende omaggio alla straordinaria varietà di forme, e [...]

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In altri post ho scritto dell’uso della Scannercamera come strumento di ricerca sul movimento e sul tempo in fotografia. È certamente un tema interessante, su cui si sono giustamente concentrati gli sforzi dei frankenfotografi, ben comprendendo come il trattamento del pro-filmico permesso dall’acquisizione lineare dello scanner consenta di indagare con mezzi visuali nuovi il nesso tra movimento, tempo, e rappresentazione. Esiste, però, anche un altro utilizzo di questo dispositivo: come macchina di grande formato dotata di “dorso digitale”. Una macchina economica, ma in grado di realizzare immagini di dimensioni enormi. Molti prototipi sono stati costruiti con questo scopo, per riprese, diciamo, più tradizionali, e stavolta voglio presentare un fotografo che ha scelto questo modus operandi con ottimi risultati: Andry Tych. [...]

Un'altra creatura di Golembewski che utilizza la struttura a soffietto di una vecchia lanterna magica. http://golembewski.awardspace.com/cameras/earlier/index.html.

Tempo addietro ho accennato alle Scannercamera, fotocamere ibride che utilizzano uno scanner piano come dorso d’acquisizione. In rete si trovano sempre più resoconti su simili esperimenti, e i risultati sono ottimi. Vediamo allora di dare qualche indicazione più dettagliata sulla costruzione di queste stupefacenti fotocamere, che arricchiscono il campo della Scanografia (Scanography o Scannography), discendente diretta della Xerox Art (link utili: http://en.wikipedia.org/wiki/Scanography http://www.scanner-magic.com/ http://scannography.org/ http://www.photo-vinc.com/articles/Flatbedscanner/Flatbedscanner.html http://blog.scannography.info/ ). Ci sono diversi modi per costruire una Scannercamera, e svariate motivazioni. In questo articolo mi occuperò dei modelli più professionali, ma è possibile usare soltanto fogli di cartone, foamboard, e altri materiali economici. Le motivazioni principali sono essenzialmente due: fare esperimenti con il movimento dei soggetti (e il tempo fotografico) grazie all’acquisizione lineare [...]

Paleophotography #2: Cameratruck

C’era una volta il Mammoutismo. Prima che il “progresso” tecno-scientifico ne distruggesse il virus a colpi di miniaturizzazione e terapie d’ingrandimento, individui resi folli dalla malattia erano convinti che le proprie macchine fotografiche dovessero essere tanto più grandi quanto più lo erano i soggetti da riprendere. O forse, come ha scritto Ando Gilardi, “parve, e pare, a certi artisti dell’obiettivo che la loro abilità si potesse valutare dalle misure della macchina usata” (Ando Gilardi, Storia sociale della fotografia, Bruno Mondadori, 2000, p. 151). Il più imponente di questi mostri dell’immagine fu certamente il Mammouth di J. A. Anderson, costruttore di macchine fotografiche di Chicago, il quale, per conto della compagnia ferroviaria Chicago & Alton Railway, costruì nel 1900 la macchina [...]

Frankenophotographers #5: Rebecca Hinden

OCCHI ROSSI SUL PIANETA TERRA Chiunque abbia intrapreso la strada dell’autocostruzione di attrezzature fotografiche, come ogni fotografo, sa bene quanto sia facile inciampare. Défaillance tecniche, cattive manipolazioni e incidenti sono sempre in agguato. È noto che gli errori non scarseggiano in fotografia, ma la loro definizione non è mai stata univoca. Professionisti, amatori, dilettanti e artisti si sono confrontati con quella che Man Ray amava chiamare Fautographie, fotografia-che-cade-in-errore, dandone la propria interpretazione e continuando a passare la patata bollente: cos’è corretto e cos’è sbagliato in fotografia? Dietro le definizioni tecniche si nascondono ben più importanti definizioni sociali, e ciò fa dell’errore fotografico una creatura mutevole e scaltra, vittima dell’occhio del fotografo e suo carnefice al tempo stesso. A un estremo [...]

FRANKENPHOTOGRAPHERS #4: DAVID SMEULDERS

Il designer David Smeulders, negli ultimi anni, ha esteso il proprio campo di ricerca al di là della grafica e del vjing (Vj Klebowax, insieme al fratello Oscar), esplorando territori frankenfotografici. Le sue Scannercamera hanno conquistato un posto d’onore non solo nel suo percorso di sperimentazione, ma anche tra le attività delle lungimiranti istituzioni olandesi: al 6 Marzo di quest’anno risale la sua ultima “scan-photo-installation”, durante la Rotterdam Museum Night, e le sue creature sono state esposte l’anno scorso al Nederlands Fotomuseum (http://www.nederlandsfotomuseum.nl/). Al Fotomuseum David ha presentato una versione deluxe della sua Copy Camera (commissionata per l’occasione!), costruita con una stampante multifunzione. Con questa macchina ha realizzato un’installazione interattiva: premendo un pulsante il pubblico ha potuto auto-ritrarsi, ottenendo un’immagine [...]

"Abracadabra Pinhole Camera" - Utilizzata per ritrarre conigli ha il potere di farli apparire nel cappello. Scatta negativi panoramici 5 x 10 cm su rullini 120.

Luce, soltanto luce che trasforma il mondo in un giocattolo. Intervista a Francesco Capponi Partiamo dall’inizio: nelle tue galleries troviamo sculture e fotografie di ogni genere. Mi racconti brevemente il tuo percorso, dalla scultura alla fotografia, dalla fotografia alla Lomografia, dalla Lomografia all’autocostruzione e alle sculture di ispirazione fotografica? Non saprei tracciare un percorso lineare. Ho studiato scultura all’accademia e negli ultimi anni avevo cominciato ad inserire lenti, camere oscure o proiettori nelle mie opere. Nel frattempo mi piaceva passare parte del mio tempo nel laboratorio di fotografia. La fotografia di per sé mi affascinava e mi annoiava al tempo stesso. Mi divertiva soprattutto fare esperimenti in camera oscura, provare le solarizazzioni, sovrapporre negativi e cose del genere. Ho cominciato [...]

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